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Ticino
"La Svizzera posticipi l'introduzione della tassazione minima OCSE"
©Gabriele Putzu
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Redazione
3 anni fa
^Lo chiede il consigliere nazionale Lorenzo Quadri in una mozione al Consiglio federale: "Stop alle manie autolesioniste da 'primi della classe'".

Differire l'entrata in vigore in Svizzera della tassazione minima OCSE fino a quando tutti gli altri paesi firmatari non l'avranno applicata. È quanto chiede il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega) in una mozione inoltrata al Consiglio federale.

Cosa prevede il progetto di riforma

La Svizzera, insieme ad altri 140 Stati, ha aderito al progetto di riforma che prevede l’imposizione dell’utile dei grandi gruppi di imprese attivi a livello internazionale, che realizzano una cifra d’affari annua superiore ai 750 milioni di euro, con un’aliquota minima del 15%, ricorda Quadri. Il progetto sull’imposizione minima è stato lanciato, su iniziativa degli USA, dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) e dal Gruppo dei 20 Paesi industrializzati ed emergenti più importanti (G20). Per Quadri il progetto "comporta una grave lesione della sovranità fiscale dei singoli Stati, che è parte integrante della sovranità tout-court".

Un progetto approvato dal popolo

Il popolo aveva approvato a larga maggioranza la proposta nel giugno 2023 e il Consiglio federale intende introdurre l'imposizione minima nel 2024. Argomento principale a favore della tassazione minima, ricorda Quadri, "era che essa sarebbe arrivata comunque; di conseguenza, se la Svizzera non si fosse adeguata, la differenza tra l’aliquota elvetica inferiore e quella minima sarebbe stata riscossa da altri Stati, con conseguenti perdite per il nostro erario".

Una situazione incerta

La situazione sul fronte della tassazione minima OCSE "appare tuttavia alquanto incerta", rimarca Quadri. "Al momento risulta infatti che una buona parte dei 140 Stati firmatari – a partire dagli USA, primi promotori - non saranno pronti (o disposti) ad applicare la tassazione minima nel 2024, e verosimilmente nemmeno nel 2025". Secondo il consigliere nazionale leghista se la Svizzera introducesse l'aliquota minima prima che gli altri Paesi firmatari l'abbiano fatto, "danneggerebbe la propria piazza economica, esponendosi al rischio concreto di delocalizzazioni, perdendo gettito fiscale e posti di lavoro". Ecco perché chiede al governo di posticipare l'entrata in vigore della tassazione minima OCSE. "La Svizzera deve finirla con l’assurdo atteggiamento da “prima della classe” nel sottomettersi a Diktat internazionali, lesivi della sua sovranità ed a torto ritenuti “ineluttabili”, che la danneggiano. La Svizzera deve, semmai, essere l’ultima ad adeguarsi. L’affrettato smantellamento del segreto bancario dovrebbe pur aver insegnato qualcosa", conclude Quadri.