
“La Svizzera non deve dormire sugli allori: il suo punto di riferimento dovrebbe essere l’Asia, non le nazioni che stanno peggio di noi”. Sergio Ermotti, il Ceo di Ubs ospite di una delle tre serate dedicate ad alcune personalità ticinesi del passato e di oggi organizzate a Lugano dall’associazione Carlo Cattaneo, non nasconde una certa preoccupazione, soprattutto in vista delle elezioni federali: “Spero solo che questo appuntamento elettorale non paralizzi il Paese, perché per l’economia e il mondo bancario in generale, dieci mesi senza decisioni sono un’eternità”.
Ermotti ha ricordato quanto sia vitale per gli istituti bancari avere libero accesso ai mercati. Quanto al futuro, lo scenario ipotizzato oggi, giovedì 12 febbraio, dal Ceo di Ubs è ancora più drammatico rispetto a quello di alcuni mesi fa: dei 280 istituti bancari presenti in Svizzera, 100 spariranno entro breve.
Che ne sarà del Ticino e della sua piazza finanziaria? Per fornire una risposta, questa sera Ermotti ha invitato tutti a fare un passo indietro e a guardare al nostro Cantone per quel che è: un microcosmo. Una piccola realtà che presto dovrà confrontarsi con la rivoluzione tecnologica già in atto in diversi Paesi: “ Nel giro di cinque/dieci anni le macchine e i software si sostituiranno agli autisti, alle cassiere, agli impiegati dei fast food e persino agli avvocati”, ha spiegato Ermotti reduce dal World Economic Forum di Davos. “È inutile opporsi: il cambiamento sarà strutturale e ciò genererà eserciti di senza lavoro”.
La sfida è di non farsi travolgere dallo tsunami.
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