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Ticino
"La Svizzera ha bisogno del Ticino e di tutte le altre regioni"
"La Svizzera ha bisogno del Ticino e di tutte le altre regioni"
"La Svizzera ha bisogno del Ticino e di tutte le altre regioni"
Redazione
7 anni fa
Il Consigliere federale Ignazio Cassis ha sottolineato l'importanza del nostro Cantone nell'allocuzione tenuta a Chiasso

Come ogni anno, le celebrazioni pirotecniche del Natale della Patria nei maggiori centri del nostro Cantone vengoni precedute dalle allocuzioni dei nostri politici impegnati in Ticino ed oltre Gottardo. Iniziamo la nostra carellata, riportando alcuni stralci dei rispettivi discorsi con il Consigliere federale Ignazio Cassis tenuta a Chiasso.

"Stimati membri dei legislativi comunali, cantonale e federale, illustri ospiti svizzeri e stranieri, Signore e signori,

Grazie per avermi invitato a festeggiare con voi il 728.imo compleanno di questo nostro stupendo Paese: la Svizzera!La festa di questa sera a Chiasso è per me la terza tappa – una tappa particolarmente gradita – di un viaggio di tre giorni per la nostra Festa Nazionale. Un viaggio che mi conduce attraverso tutte le regioni linguistiche della Svizzera. Dalle montagne alla pianura, dal centro ai confini del Paese. La coesione nazionale mi sta a cuore. La coesione nazionale non è un proclama politico; è un fatto che ci contraddistingue. Non è una banalità; è una condizione eccezionale. Non è una bizzarra particolarità; è un vantaggio di cui essere fieri.

Qui, nel Sud del Paese, sapete bene di che cosa parlo. Le decisioni della Berna federale sono lontane, non sempre comprensibili. La frontiera è al contempo una ricchezza e una sfida costante. Voi – signore e signori – delineate la Svizzera. La Svizzera non sarebbe tale senza di voi. La Svizzera ha bisogno dei suoi punti cardinali: del suo Sud, così come del Nord, dell’Est e dell’Ovest.

Le frontiere hanno da sempre una doppia funzione. Dividono e uniscono. Questa seconda funzione – quella che lega – è profondamente ancorata nella struttura del nostro Stato, costruito dal basso verso l’alto: 2212 Comuni costituiscono le fondamenta, 26 Cantoni sono la nostra casa e un’unica Svizzera è il tetto che ci protegge. Perché, dunque, la coesione nazionale mi sta tanto a cuore?

Innanzitutto perché come ticinese sono particolarmente consapevole – giorno dopo giorno – della pluralità di questo Paese. Ma anche perché, molto concretamente, questa coesione è il pegno della nostra prosperità. Coesione rima con prosperità!

La Svizzera non è, e nemmeno vuole essere, una grande potenza militare. Ha però un posto importante tra le potenze economiche e politiche mondiali, e questo proprio grazie al nostro stare assieme. Tuttavia la coesione nazionale non è scontata, e nemmeno garantita dal cielo. Va nutrita e rinnovata di continuo, grazie al federalismo!Come ministro degli Affari Esteri ne faccio esperienza di continuo: il federalismo svizzero è considerato un modello da imitare. Nel mondo godiamo di una buona reputazione. Vengono apprezzate la disponibilità al dialogo, la competenza nell’arte del compromesso. I buoni uffici elvetici sono cercati attivamente là dove ci sono crisi e conflitti. Si ammirano la nostra affidabilità e la nostra stabilità.

Cento anni fa, nel 1919, lo scrittore Carl Spitteler – il primo premio Nobel svizzero per la letteratura – pronunciava il suo celebre discorso alla Nazione. Erano i tempi della prima guerra mondiale, la coesione nazionale era a rischio. Così disse Spitteler:

Dobbiamo sentirci uniti senza per questo essere uniformi. Non abbiamo lo stesso sangue, non abbiamo la stessa lingua, non abbiamo una casa regnante in grado di attenuare e comporre i contrasti, e non abbiamo nemmeno una vera e propria capitale”. Abbiamo, aggiungo io, solo una Città federale e solo 7 Consiglieri federali. Consiglieri, non ministri. Consigliano il Parlamento, che a sua volta consiglia il popolo, unico sovrano svizzero.

Queste caratteristiche erano, secondo Spitteler, “elementi di debolezza politica”. Oggi io direi piuttosto: elementi di forza politica! Ma è nella conclusione che vogliamo idealmente, cent’anni più tardi, riunirci a Spitteler: “Abbiamo veramente bisogno – diceva – di un simbolo comune che ci aiuti a superare questi elementi di debolezza. Ma fortunatamente questo simbolo lo abbiamo. Non ho bisogno di nominarvelo: è la bandiera federale”.

Vi svelo quindi il mio slogan per questo Primo d’Agosto. Uno slogan semplice, fatto di numeri anziché di parole: 1-2-3-4. Un Paese, la Svizzera. Due colori, il rosso e il bianco.

Tre giorni di viaggio, da Krauchtal a Zuoz, passando per L’Etivaz e Chiasso.Quattro lingue. È con questo spirito – 1,2,3,4 – che voglio augurare a tutti, di cuore, buona festa nazionale. Grazie per l’attenzione e Buon Primo d'agosto. Viva la Svizzera!"

Norman Gobbi (direttore del DI) in piazza Domenico Fontana a Melide.

"'Rester fideles à nous-mêmes' fu il monito del generale Henri Guisan nel 1940, richiamando la necessità di non perdere l’identità e la missione cui l’esercito e la popolazione svizzera: resistere come isola di libertà in un’Europa completamente occupata".

Marina Carobbio Guscetti (presidente del Consiglio nazionale) in Piazza Indipendenza a Chiasso.

"Care amiche e cari amici, sono qui oggi a festeggiare la Svizzera di Henry Dunant e del suo prezioso retaggio umanitario che ci ha trasmesso quale fondatore della Croce Rossa. Sconvolto dall’orribile carneficina della battaglia di Solferino nella metà del 1800, Dunant lancia un appello per la creazione, in ogni Stato, di società di soccorso e invita a definire dei principi internazionali condivisi oltre gli steccati nazionali. Dunant getta così le fondamenta del futuro diritto internazionale umanitario. Sono passati oltre 150 anni, ma finché l’uccisione e lo stupro di persone civili, i soldati-bambini, la tortura e più in generale la guerra persisteranno, il suo impegno deve venir portato avanti e anche la Svizzera deve prendere sul serio la propria responsabilità in questi conflitti".

Marco Romano (Consigliere nazionale) in piazza della Chiesa a Carona.

"Auguri Svizzera! Care concittadine e cari concittadini, autorità presenti, signore e signori: buon 1° agosto. La festa nazionale è un momento privilegiato e simbolico per riflettere e guardare al nostro Paese. La vostra presenza questa sera conferma il desiderio di condividere un momento di comunità e di celebrare la Festa nazionale: un evento simbolico che deve unire. Grazie per la partecipazione! Come ogni Paese o comunità o famiglia, la Svizzera vive successi e insuccessi, incontra gioie e sofferenze, momenti positivi e criticità. Nel contesto internazionale siamo comunque privilegiati, nei primi posti di numerosi ranking internazionali, in molti aspetti fortunati e anche laddove vi sono difficoltà disponiamo di basi forti per attutirle. Siamo un modello di successo, dove non è tutto perfetto, ma dove vi sono le condizioni quadro per gestire le grandi sfide del presente. Non è tutto scontato o evidente, come taluni potrebbero pensare. Non è frutto del caso o del destino, ma è il risultato di un’opera secolare generata in larghissima misura dalle donne e dagli uomini che vivono questo Paese".

Roberta Pantani (Consigliera nazionale) a Riva San Vitale.

"Buonasera a tutti, oggi, primo agosto 2019, è un giorno importante per vari motivi. Sono passati 728 anni da quel 1. Agosto in cui Uri Svitto e Untervaldo – così ci dice la tradizione – giurarono alleanza eterna e mutuale sul praticello del Grütli. E per quale motivo il 1. Agosto gli Svizzeri continuano a festeggiare questa data? Festeggiamo in realtà un privilegio: il privilegio di vivere in un Paese indipendente e autonomo, in un Paese in cui il Popolo ha la facoltà di decidere, in un Paese al centro di un’Europa che da destra e manca ci preme affinché le sue regole diventino le nostre e ci pressa al fine di omologarci a norme che non appartengono di certo alla nostra tradizione e al nostro vissuto. Quella della festa nazionale è un’occasione di riflessione e di fiera appartenenza a una Nazione che merita di vedere difese la sua identità, le sue tradizioni, le sue radici e le sue libertà. Perché è solo difendendo questi valori che riusciremo a difendere noi stessi".

Giorgio Fonio (granconsigliere PPD) sul piazzale Motta ad Airolo.

"Care Concittadine, Cari Concittadinbi, è un onore e un immenso piacere essere qui con voi, in questa importante piazza dedicata a Giuseppe Motta per festeggiare e onorare la nostra Patria! Vorrei innanzitutto di ringraziare il vostro Sindaco Franco Pedrini e il vostro Municipio, per avermi dato l’opportunità di attraversare tutto il Ticino, dalla mia Chiasso, porta d’entrata a Sud fino ad Airolo, porta d’entrata a Nord, per portare il mio saluto a voi dandomi anche l’occasione e l’opportunità di esprimere anche delle mie personali riflessioni nel giorno della nostra 728ma festa nazionale! Chiasso e Airolo, due realtà che si trovano all’opposto della cartina geografica cantonale (anche per quanto concerne la temperatura, soprattutto in questi giorni) che però sono accumunate da una responsabilità importantissima per quanto concerne l’accoglienza nel nostro Cantone. Sono entrambi il biglietto da visita del Canton Ticino".

Tiziano Galeazzi (granconsigliere UDC)

"Buon compleanno Madre Patria, guai a noi a svenderla per una ciotola di riso cantonese o un tozzo di pane. Guai a noi a consegnarla nelle mani di burocrati e faccendieri targati UE. Tanto meno capitolare di fronte alle prossime sfide cruciali come l'accordo (s)quadro voluto per raggirare praticamente la popolazione in votazione popolare e farci entrare dalla finestra del WC nel club unionista. Un SÌ schiacciante alla disdetta dei bilaterali sarà determinante per la nostra indipendenza, libertà, sovranità e mercato del lavoro. Sfide che ben presto ci troveremo ad affrontare! Buona festa di compleanno e ricordiamoci del Patto Federale del 1291. Ricordiamolo anche a coloro che vorrebbero consegnare questa nazione in mano alla dittatura mascherata europeaunionista".

Roberto Badaracco (titolare del Dicastero cultura, sport ed eventi Città di Lugano)

"Cari amici vi auguro una splendida giornata per la nostra Festa. Buon primo d'agosto a tutti, con tanto calore, umanità ed amicizia, con la famiglia o con chiunque o dovunque voi siate".

Andrea Censi (granconsigliere leghista)

"Oggi, qui da Chiasso, io inizio la mia campagna elettorale per le elezioni federali, assieme a Roberta (Pantani), Lorenzo (Quadri), Natascia (Caccia), Sem (Genini), Max (Massimiliano Robbiani), Michele (Guerra) e Alessandro (Mazzoleni). E noi tutti lavoreremo e faremo squadra con chi avrà la partita più difficile, Battista Ghiggia, il nostro candidato al Consiglio degli Stati.Sono contento che la nostra campagna elettorale parta dal mendrisiotto, terra in cui, io da adolescente, proveniente dai Grigioni, ho vissuto alcuni anni proprio a pochi passi da qui, fra Mendrisio e Meride. E il mendrisiotto mi accolto con il suo spirito e il suo affetto eccezionale. Io devo dire grazie "Momò"!

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