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Ticino
"La Svizzera chiude troppo gli occhi"
"La Svizzera chiude troppo gli occhi"
"La Svizzera chiude troppo gli occhi"
Redazione
11 anni fa
Così l'ex procuratore ticinese Dick Marty sui crimini internazionali rimasti impuniti

La Svizzera è restia a portare davanti alla giustizia persone che hanno commesso gravi crimini puniti a livello internazionale e perseguibili anche nella Confederazione. È la costatazione fatta oggi da Amnesty International e dall'organizzazione TRIAL (Track Impunity Always), come anche dall'ex procuratore ticinese Dick Marty. "La lotta contro l'impunità è essenziale per prevenire le violazioni dei diritti umani, ma senza volontà politica, i dittatori non saranno mai giudicati", ha affermato in occasione di una conferenza stampa a Ginevra la direttrice generale della sezione svizzera di Amnesty International Manon Schick. "Il principio della lotta contro l'impunità è condiviso da tutti, tuttavia la storia recente è fatta di compromessi e rinunce. Non solo i paesi 'cattivi' ma anche le democrazie abusano della ragione di Stato o del segreto di Stato per chiudere gli occhi", ha costatato l'ex procuratore ticinese Dick Marty. "La lotta contro la criminalità internazionale è persa se ad essa non verranno assegnati maggiori mezzi", ha detto. Per superare l'inerzia delle autorità, Amnesty e TRIAL hanno pubblicato un manuale di 188 pagine sulla "lotta contro l'impunità nel diritto svizzero: la competenza universale e i crimini internazionali". Dick Marty ha dichiarato di sperare che quest'opera aiuti a fornire il necessario arsenale giuridico alla società civile e alle vittime. "Il Consiglio federale non perde occasione di parlare in favore dei diritti umani, ma se per perseguire gli autori di crimini interazionali è previsto solo metà posto di lavoro il tutto risulta assolutamente ridicolo", ha affermato Marty.

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