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Ticino
"La Svizzera che vorrei lasciare ai miei figli è tollerante"
"La Svizzera che vorrei lasciare ai miei figli è tollerante"
"La Svizzera che vorrei lasciare ai miei figli è tollerante"
Redazione
8 anni fa
Così il deputato PPD Giorgio Fonio nella propria allocuzione sul San Bernardino: "Riscopriamo il dialogo"

“Continuiamo a seguire la strada tracciata da chi ci ha preceduto rendendo la Svizzera il Paese di cui tutti noi oggi siamo fieri. Rispetto, apertura ma soprattutto tolleranza! Riscopriamo il piacere di dialogare tra noi, combattiamo l’indifferenza e impegniamoci per continuare a trasmettere la pace nella nostra società”. Queste le parole del deputato del PPD Giorgio Fonio, in occasione dell’allocuzione tenuta questa sera al San Bernardino, all'interno di un campo scout. Proprio prendendo in prestito alcune parole del mondo scout, Fonio ha detto: “Partiamo dai più piccoli, i lupetti. Il loro motto è “del nostro meglio”. Ciò significa che tutti i bambini si applicano nel dare il meglio di loro. Lo stesso è applicabile a noi stessi. Ogni gesto, ogni pensiero, ogni attenzione verso la nostra nazione dovrebbe essere rivolta a rendere il Paese Svizzera una nazione migliore in tutto e per tutto. Non possiamo limitare il compito di migliorare la nostra società solo alla politica delegando ad essa ogni decisione. Il miglioramento passa attraverso il nostro, mio e vostro, impegno civico, per esempio partecipando attivamente alle scelte democratiche. Dobbiamo recarci alle urne per esprimere la nostra opinione. Non dobbiamo delegare agli altri le scelte nascondendoci dietro la semplice frase del “tanto decidono sempre quello che vogliono”.

"Gli esploratori - ha proseguito - sono “sempre pronti”. Questo è il loro motto e personalmente mi piace molto. Io questa sera questo motto lo trasformo in una domanda a tutti voi: siamo ancora pronti a difendere con i denti quei valori umanitari che hanno reso grande la Svizzera in Europa e nel mondo? In un’Europa che tende a chiudersi a riccio, dove ogni giorno muoiono centinaia di disperati a causa dell’incapacità dei grandi leader europei di trovare soluzioni umanitarie ragionevoli, prediligendo la propaganda al pragmatismo, la nazione più ricca al mondo è ancora quell’esempio di tradizione umanitaria che con orgoglio è divenuta la casa delle più importanti organizzazioni umanitarie? Siamo ancora pronti a portare con fierezza quei valori come accoglienza, tolleranza e rispetto di chi è diverso da noi?"

"E la risposta a queste domande ho provate a trovarle nel motto dei pionieri: “Insieme con volontà”. Per gli scout questa frase è intesa come un invito a scoprire il mondo e a discutere dei temi. Come vedete lo scoutismo è più saggio di molti politici che davanti ai temi rinunciano a discutere e scelgono di lanciarsi in facili slogan dal sapore accattivante. Ma la Svizzera che sogno e che vorrei lasciare ai miei figli è quella nazione capace di unire le culture del mondo che continui ad impegnarsi a fondo nell’integrazione. Sogno un popolo capace di stare insieme senza discriminare le persone per il loro colore della pelle o per la loro provenienza. Sogno una Svizzera che non esalta i giocatori origine straniera della propria nazionale se giocano bene una partita e li demonizza se la partita successiva viene persa. Ma attenzione! Vorrei anche una Svizzera fiera delle sue tradizioni ma che in nome dell’integrazione ad ogni costo non sacrifichi le proprie origini e la propria cultura. Perché stare insieme con volontà vuol dire integrare chi è straniero ma rispettando e difendendo, se necessario anche con i denti, ciò che siamo e ciò che rappresentiamo spiegandolo a chi sceglie il nostro paese", ha proseguito.

“Servire” è il motto dei rover, i veterani delle sezioni scout. "La Svizzera che amo è anche quella formata da quell’esercito di volontari che ogni anno mettono a disposizione il loro tempo a favore del prossimo. Anche in questo siamo una grande nazione! Basti pensare che circa il 50 % della popolazione svizzera è attiva in organizzazioni che svolgono volontariato. E voi piccoli scout, che avete la fortuna di vivere la fantastica esperienza di un campo scout come questo, lo potete proprio fare perché i vostri animatori hanno deciso di dedicare il loro tempo libero a voi! Vorrei quindi una politica più attenta ai volontari che sappia riconoscere il profondo valore di queste attività che sono la massima espressione del mettersi a disposizione del prossimo". 

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