
Svolta nella vicenda del 44enne del Mendrisiotto, morto presso la Rotonda di Gordola il 22 aprile 2017. Stando a una super perizia del dottor Antoine Roggo dell’Università di Berna, di cui riferisce la Rsi, il decesso dell’uomo non sarebbe avvenuto per l’intervento di terzi, ma per cause naturali. Secondo la perizia la lacerazione dell’arteria vertebrale, che determinò il decesso, sarebbe da ascrivere a un’alterazione patologica del vaso sanguigno, quindi a una malattia preesistente.
Secondo gli accusatori privati, il 44enne era stato raggiunto da un pugno sferrato da un 24enne, condannato in primo grado, nel maggio del 2019, a cinque anni di carcere per omicidio colposo e altri reati. Un colpo che l’imputato ha sempre negato di aver sferrato. La nuova perizia, ordinata dalla Corte di Appello di fronte ai pareri discordanti (il processo era stato rinviato a inizio gennaio proprio in attesa della nuova perizia) segna quindi un punto a favore dei difensori, Yasar Ravi e Luisa Polli, anche se è molto probabile che verranno chieste ulteriori delucidazioni.
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