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Ticino
La strategia iniziale contro il virus: “Un fallimento totale”
La strategia iniziale contro il virus: “Un fallimento totale”
La strategia iniziale contro il virus: “Un fallimento totale”
Redazione
6 anni fa
In un intervista al Caffè il direttore sanitario della Clinica Moncucco smonta l’approccio ticinese e svizzero al virus

“Il 21 febbraio, era il venerdì di carnevale, ho letto che all’ospedale di Codogno era stato diagnosticato il primo caso. Mi era bastata questa notizia per farmi fortemente dubitare della partenza l’indomani, per la settimana bianca”. È con queste parole che sull’edizione odierna del Caffè, il direttore della Clinica Luganese Moncucco Christian Camponovo ripercorre lo sviluppo del coronavirus in Ticino. Al domenicale racconta quelli che secondo lui sono stati gli errori dell’approccio iniziale alla pandemia, definendo l’approccio del “diagnostica e isola” come un “fallimento totale” e sottolineando “l’assordante silenzio delle autorità competenti”.

Camponovo ricorda come nel weekend che precedeva il primo caso ticinese e svizzero (tra il 22 e il 23 febbraio) “la maggior parte delle persone in Svizzera, compresi i tanti professionisti del settore della salute, non si rendevano ancora conto di cosa ci attendeva”. Poi l’assenza di contatti diretti tra il primo e il secondo paziente (che non era stato in Lombardia) chiarì a tutti la presenza in Ticino del virus.Il direttore della Moncucco ha spiegato al Caffè come a pesare siano stati anche la scarsità dei tamponi, il fatto che si facessero solo a Ginevra e i tempi di reazione dell’amministrazione, diversi da quelli del virus. Camponovo lancia poi altre accuse sia all’UFSP che all’Ufficio del medico cantonale, “non ci stavano aiutando”, dice. Fino a inizio marzo, aggiunge, non avrebbero prodotto scenari di crisi. Il primo, redatto tra il 6 e il 7 marzo, sarebbe frutto della collaborazione tra EOC e Clinica Luganese Moncucco, poi trapelati sui media.

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