
A cinque giorni dall'importante votazione sulla Strategia energetica 2050, i sondaggi indicano ancora una certa incertezza, con i favorevoli in vantaggio solamente di pochi punti.
La partita è quindi ancora tutta da giocare e il Ticino intende battersi fino all'ultimo minuto.
Perché il nostro Cantone, come spiega il direttore del Dipartimento finanze ed economia (DFE) Christian Vitta, sarebbe tra i principali beneficiari della strategia elaborata dal Consiglio federale.
"Soprattutto perché tra gli elementi centrali del testo di legge in votazione vi è un maggior sostegno all’energia idroelettrica, aspetto che interessa particolarmente il Cantone Ticino e che ha anche portato il Consiglio di Stato a sostenere il progetto" dichiara Vitta, da noi interpellato.
"Nel primo pacchetto della Strategia energetica 2050 sono previste delle misure volte a sostenere transitoriamente le centrali idroelettriche" spiega ancora Vitta. "In un momento di crisi del settore idroelettrico si tratta di aiuti importanti anche per il nostro Cantone e per le sue regioni periferiche, che permetteranno di salvaguardare posti di lavoro."
"Si stima, inoltre, che anche l’Azienda Elettrica Ticinese (AET), grazie alla prevista introduzione del premio di mercato per gli impianti idroelettrici che vendono sottocosto, potrebbe beneficiare annualmente di circa 5 milioni di franchi in più (un dato preciso potrà essere calcolato solo una volta disponibile la specifica ordinanza)" prosegue il consigliere di Stato.
"Il settore idroelettrico è importante per l’economia ticinese" sottolinea Vitta. "In Ticino vi sono 31 centrali idroelettriche e si stima che, nell’ambito della produzione idroelettrica, siano presenti oltre 300 posti di lavoro. Inoltre, considerato che la Strategia energetica 2050 promuove la ricerca e gli investimenti, in caso di approvazione si potrebbero creare nuovi posti di lavoro nel settore dell’energia e dell’edilizia."
C'è chi teme un aumento del costo dell'elettricità, almeno a breve termine, in caso di sì popolare. Ma Vitta non è così pessimista. "Il primo pacchetto della SE2050 contiene delle misure atte a ridurre il consumo di energia di edifici, apparecchi elettrici e veicoli a motori, aumentando nel contempo l’efficienza energetica" spiega il consigliere di Stato. "Dal profilo dei costi, per le economie domestiche il saldo potrà essere positivo o negativo a dipendenza di come queste ultime riusciranno a modificare le loro abitudini."
Infine chiediamo a Vitta se vede delle potenzialità nel nostro Cantone per tecnologie come il solare o l'eolico, che alle nostre latitudini sono ancora relativamente poco diffuse.
"Le cosiddette nuove tecnologie sono in piena evoluzione e detengono del potenziale anche in Ticino, soprattutto per quel che concerne il solare" risponde il direttore del DFE. "Il potenziale è invece più limitato per quanto riguarda l’eolico. Si tratta di fonti energetiche rinnovabili ed indigene che, attualmente, hanno ancora bisogno di sostegno in quanto i loro costi di produzione, malgrado la tendenza sia in continua diminuzione, al momento sono ancora superiori ai prezzi di mercato. Per noi, lo ripeto, oggi la priorità è sostenere l’idroelettrico, che da sempre rappresenta una ricchezza per il nostro Cantone."
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