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Ticino
“La strada per la parità è ancora lunga”
Elizabeth La Rosa, SIC
Elizabeth La Rosa, SIC
Redazione
6 anni fa
Rachele Santoro ha commentato i dati diramati dall’Ufficio federale di statistica sull’impieghi in Ticino dopo la crisi. “Nel mercato del lavoro sono ancora le donne a essere le più fragili”

“Il Cantone promuova uno studio completo sulle gravi disuguaglianze di genere ancora presenti nel mercato del lavoro ticinese”. La richiesta giunge dal Forum Alternativo, sulla scia dei dati resi noti dall’Ufficio federale di statistica qualche giorno fa che mostrano come siano state le donne a subire maggiormente la crisi provocata dalla pandemia.

La stragrande maggioranza dei 6’900 posti di lavoro persi negli ultimi mesi in Ticino sono femminili. Ma cosa bisogna fare per raggiungere la parità? I colleghi di Radio3i ne hanno parlato con la delegata cantonale per le pari opportunità Rachele Santoro.

“In generale la crisi ha colpito tutti i lavoratori più precari. Spesso i settori dove ci sono contratti a ore, temporanei o stagionali sono quelli dove c’è un importante manodopera femminile”. Durante il confinamento e la chiusura delle scuole le donne hanno giocato un ruolo centrale. Così centrale, però, da mettere in discussione anche il loro lavoro. “All’interno della famiglia c’era qualcuno che si doveva occupare della presa a carico dei figli e spesso sono state le donne che hanno dovuto farlo a scapito del proprio lavoro”.

“La strada per la parità è ancora lunga”, ha ribadito Santoro. “All’inizio della crisi come Commissione consultiva per le pari opportunità insieme alle associazioni femminili avevamo reso attenti a questo fatto con un appello al Governo ticinese in cui si chiedeva una maggiore attenzione alla manodopera femminile”. Le esperienze all’estero, infatti, avevano già dato diversi segnali d’allarme in questo senso.

“Quando si parla di mercato del lavoro sono ancora le donne a essere le più fragili anche perché in molte famiglie ancora è uno stipendio di appoggio”, sottolinea.

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