
Dal 17 agosto al 15 settembre 2017 è stato messo in consultazione tra i cittadini l’incarto concernente la domanda fatta dalle FLP per ottenere la concessione dell’esercizio sulla nuova linea Tram-Treno. Sei associazioni di Cittadini per il territorio del Luganese hanno redatto in comune e inviato, entro i termini prescritti, all’Ufficio federale dei trasporti, per il tramite del Dipartimento del territorio, un testo in cui rilevano che il progetto e la domanda costituiscono un significativo passo avanti verso il miglioramento dell’offerta dei trasporti pubblici luganesi. Ma le associazioni esprimono anche critiche e timori su alcune parti del progetto, che reputano insoddisfacenti e ancora da approfondire.
"Dall’esame dell’incarto è emersa una novità sorprendente e di importanza rilevante, mai prima comunicata" scrivono i Cittadini per il territorio. "Gli studi del Dipartimento del territorio, del 2014, pronosticano infatti che la maggior parte degli utenti della FLP saranno diretti alla stazione FFS di Lugano e non in città, come i progettisti hanno sempre finora sostenuto. La nuova ipotesi ha conseguenze rilevanti."
"Intanto dà ragione ai molti cittadini, ai consiglieri comunali e ai municipali, che desideravano una soluzione ferroviaria con attestamento alla stazione FFS di Lugano" proseguono i Cittadini per il territorio. "Poi le nuove cifre evidenziano dei problemi, potenzialmente rilevanti, che potrebbero manifestarsi nella stazione sotterranea, la quale già nella prima tappa sarebbe molto affollata, in spazi ristretti, ma che nella seconda tappa (prolungamento fino a Cornaredo) diverrebbe critica e pericolosa. Parliamo infatti di un grande numero di pedoni che transiteranno nella stazione sotterranea: saranno 80001 persone al giorno nella prima tappa (per dare un’idea la cifra corrisponde al carico giornaliero della funicolare esistente) e saranno presumibilmente il doppio nella seconda tappa (una cifra superiore al numero dei passeggeri saliti e scesi da tutti treni che si fermano alla stazione di Lugano sui suoi quattro binari). Secondo noi i nuovi dati forniscono motivi per chiedere una verifica approfondita del progetto della stazione sotterranea."
Ma questo non è l’unico aspetto che, secondo i Cittadini per il territorio del Luganese, richiede studi supplementari:
"Per prima cosa dovrebbe essere approntato il progetto della continuazione dei binari fino a Cornaredo, con un tracciato che noi preferiamo lungo il Cassarate" scrivono. "Il progetto è urgente perché alcuni dati ed elementi saranno determinanti per aggiornare i disegni della prima tappa. Poi deve essere verificato e completato lo studio del comparto urbano da Sant’Anna al terminale centrale. Il progetto del Tram-Treno sconvolge il centro città e perciò richiede che le soluzioni siano ben ponderate e pubblicizzate. L’uscita della galleria a lato della ex-BSI non è accettabile, è contorta e non permette di inserirvi una nuova fermata, come chiede la città e come pare giusto anche a noi. Anche il comparto di Cavezzolo di Bioggio deve essere ristudiato, perché il tracciato del Tram-Treno taglia obliquamente il terreno e sommato al progetto stradale usa il territorio in maniera irrazionale non parsimoniosa. Non va dimenticato che Cavezzolo è luogo deputato a diventare il polo centrale della nuova città del Vedeggio."
I Cittadini per il territorio del Luganese concludono con questa considerazione:
"Soltanto il prolungamento della linea verso il fiume Cassarate e il suo attestamento a Cornaredo, può giustificare la realizzazione della prima tappa del Tram-Treno. Soltanto così si può confutare l’obiezione, sostenuta da molti, che la priorità non doveva essere data alla galleria ma al tronco fino a Cornaredo. Il totale finanziamento della galleria da parte della Confederazione permette ora di spostare l’impegno finanziario del Cantone e dei Comuni verso il proseguimento della linea e dare così risposta positiva alle aspettative di molti cittadini e di vari gruppi politici."
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