
“La SSIC Ticino ha fondate ragioni per ritenere che anche in Svizzera gli enti pubblici e parapubblici stiano progressivamente adottando criteri di delibera sistematicamente al minor offerente, disinteressandosi totalmente di altri criteri che, secondo la legge, dovrebbero comunque concorrere a definire il miglior offerente, che si sa è più affidabile del minor offerente”. Questa è la denuncia emersa durante la seduta odierna dell’Ufficio presidenziale della Società di impresari costruttori del Ticino. La SSIC ha infatti preso atto con preoccupazione di un certo snaturamento delle procedure d’appalto, “segnatamente per quanto attiene gli abusi nei subappalti e la pressione sui salari, non conforme ai contratti collettivi di lavoro”. Ma non solo. Gli impresari costruttori sottolineano che ciò che “Sta accadendo da noi quanto denunciato qualche mese fa in Italia: con appalti pubblici speculativi verso il basso, sono esplosi gli abusi, gli incidenti sui cantieri, oltre ad un dumping salariale inguardabile”. In particolare, la SSIC si riferisce a quanto accaduto recentemente in Ticino e osserva “che ogni cosa ha un prezzo e che anche le offerte dei concorrenti dovrebbero rispettare i principi deontologici e di riferimento al giusto prezzo, ciò che non è purtroppo sempre il caso” Le FFS, AlpTransit e l’USTRA, che nella Svizzera italiana nei prossimi anni appalteranno milioni e milioni di lavori danno segnali che preoccupano la SSIC. L’ultimo esempio in ordine di tempo riguarda il concorso della “Gestione materiale” relativo alla Circonvallazione di Roveredo. L’ente appaltante è l’Ufficio federale delle strade di Berna. Ebbene, questo committente pubblico ha reso attenti i concorrenti che “… per questo bando l’incidenza del prezzo corrisponde al 90% ”. Per la SSIC è come dire che vince “chi offre il prezzo più basso, senza alcun riguardo per la qualità, l’aspetto ambientale e per i programmi di lavoro compatibili con un adeguato impiego del personale. Se questa tendenza non verrà prontamente corretta, non è difficile prevedere un preoccupante peggioramento generale, con rimarchevoli difficoltà anche per le ditte ticinesi dei diversi rami professionali”.
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