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La sparatoria di Aarau fa riflettere anche la politica ticinese
© MICHAEL BUHOLZER
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Red. Online
5 ore fa
Inoltrata al Consiglio di Stato dal granconsigliere socialista Danilo Forini un'interrogazione sul «Controllo della diffusione di armi legalmente detenute»

La sparatoria di Aarau fa riflettere anche la politica ticinese. È di ieri infatti un'interrogazione intitolata «Controllo della diffusione di armi legalmente detenute» inoltrata al Consiglio di Stato dal granconsigliere socialista Danilo Forini (cofirmatari Simona Buri, Maurizio Canetta, Laura Riget e Joseph Savary).

A suscitare la preoccupazione dei deputati è in particolare un elemento: «le armi ritrovate nell'automobile del sospettato - due pistole e un fucile d'assalto AK-74 - risultano essere state acquistate legalmente circa vent'anni fa, con l'autorizzazione delle competenti autorità cantonali. Da allora la legislazione federale sulle armi (LArm) è stata più volte modificata e inasprita, ma nulla sembra indicare che nel frattempo siano stati effettuati controlli successivi sull'idoneità del detentore, né che le autorità sanitarie fossero eventualmente a conoscenza di segnali di disagio psichico tali da giustificare una revoca del permesso o un sequestro cautelare».

I granconsiglieri continuano quindi scrivendo: «il caso di Aarau inevitabilmente suscita numerosi interrogativi. Un'arma può essere detenuta legalmente per due decenni senza che intervengano verifiche successive sull'idoneità psichica del titolare? Quali strumenti concreti hanno oggi i cantoni per individuare tempestivamente situazioni di pericolo e intervenire prima che degenerino in tragedie?».

A questo punto, i granconsiglieri sottolineano come la competenza legislativa in materia di armi resti federale, tuttavia il rilascio dei permessi, i controlli, la comunicazione tra le autorità sanitarie e la polizia e le eventuali revoche, siano compiti che restano in mano ai cantoni.

Ecco allora che Forini e cofirmatari chiedono, tra le altre cose, al Consiglio di Stato quali siano le procedure attualmente in vigore in Ticino per la verifica delle condizioni di idoneità psichica e sanitaria all'acquisto e al possesso di armi da fuoco; quali canali di comunicazione esistano attualmente tra le autorità sanitarie e psichiatriche e la Polizia cantonale o l'autorità competente per il rilascio dei permessi d'armi, per segnalare situazioni di potenziale pericolosità riguardanti una persona già in possesso di un'arma o che intende acquistarne una; e con quale frequenza e secondo quali criteri vengano effettuati controlli a posteriori sui detentori di armi in Ticino.