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Ticino
"La situazione è seria"
Redazione
12 anni fa
Il 2013 si è chiuso con 77,7 milioni di disavanzo in più di quanto preventivato. E le prospettive per i conti del Cantone sono a tinte fosche

La situazione è seria. I conti del Cantone hanno chiuso l'anno 2013 con un disavanzo di gestione corrente di 177,6 milioni di franchi (12 in più rispetto al preventivo) ed una perdita totale al netto degli investimenti di 278,9 milioni di franchi (77,7 in più di quanto preventivato). Il disavanzo totale va ad aumentare il debito pubblico, portandolo da 1'440,4 milioni di franchi al 31.12.2012 a 1'719,3 milioni di franchi al 31.12.2013. Anche l'autofinanziamento praticamente prossimo a zero non fa che confermare le difficoltà con cui sono confrontate le finanze pubbliche.

A pesare su questo peggioramento della situazione, è stato evidenziato oggi a Bellinzona durante la presentazione del consuntivo 2013, sono i nuovi compiti imposti nel 2012 dalla Confederazione per il finanziamento delle cliniche private (con un maggior costo per il Cantone di circa 100 milioni di franchi) ed il contributo al risanamento della Cassa pensioni, per 32,9 milioni di franchi.

Il finanziamento delle cliniche private, ha sottolineato il Governo, ha comunque consentito di rallentare la crescita dei premi di cassa malati per i cittadini ticinesi per una cifra stimabile in circa 40 milioni di franchi, inducendo un positivo effetto indiretto per le finanze cantonali, stimabile in 10 milioni di franchi circa.

Oltre a questi maggiori costi, sui conti del Cantone hanno pesato la forte riduzione del contributo del settore bancario al gettito delle persone giuridiche, per circa 90 milioni di franchi, e l'assenza di un dividendo da parte della BNS, per 44 milioni di franchi.

La crisi non è di natura congiunturale, ha spiegato il Governo, bensì strutturale. La pochezza del gettito delle banche (passato dagli oltre 100 milioni del 2005 ai 12 dell'anno scorso) ed il mancato dividendo della BNS ci accompagneranno anche nei prossimi anni. Inoltre rischiano fortemente di calare anche le partecipazione agli utili dalle aziende statali, quali AET e BancaStato.

Per questo sarà necessaria una maggiore consapevolezza della necessità di ridimensionare la crescita della spesa cantonale e parallelamente di reperire nuove risorse.

In questa prospettiva, ha ribadito il Governo, "rischia di essere dannoso l'atteggiamento di certe forze politiche contrarie a qualsiasi misure, seppur pacata e sensata, d'intervento teso a rimodulare la tendenza al rialzo della spesa pubblica, rispettivamente al rafforzamento delle entrate."

Fondamentale, quindi, è che il Cantone possa dotarsi di un chiaro strumento di disciplina finanziaria.

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