
Ha subìto qualche ritardo a causa della forte pioggia, la manifestazione di protesta dei lavoratori della Navigazione Lago Maggiore in sciopero dalla scorsa domenica. I manifestanti si sono riuniti al Debarcadero di Locarno e verso le 14.30 si sono incamminati per le vie della Città, arrivando infine in Piazza Grande.
A sostegno dei 34 licenziati sono accorsi in centinaia. Tra i presenti anche i sindacati del SEV, OCST, Unia, USS e molti esponenti politici. Per manifestare la propria solidarietà ai dipendenti della NLM, sono scesi in Piazza anche dei rappresentanti dei lavoratori di Lugano Airport e delle Officine di Bellinzona. Il sostegno è giunto poi anche dai dipendenti della Fart.
La lettera inviata ieri dal Consiglio di Stato non è servita a calmare gli animi. Secondo i lavoratori, le parole del Governo sono state fumose e poco chiare, continuano soprattutto a mancare delle certezze per il futuro. Inoltre, la ripresa delle corse verso le isole di Brissago, auspicata dall'Ufficio dei Trasporti, è stata percepita come una provocazione. I lavoratori hanno perciò deciso all'unanimità di proseguire lo sciopero.
Una mobilitazione - hanno sottolineato alcuni dei presenti - che per numeri ricorda molto quella delle Officine di Bellinzona avvenuta nel 2008. Si stima infatti che sulle sponde del Verbano siano giunti in un migliaio.
Il corteo è infine terminato attorno alle 15.30, la folla è arrivata di fronte a Palazzo Marcacci, dove si sono tenuti i discorsi. Il primo a prendere la parola è stato un dipendente della Navigazione. Il vicesindaco Paolo Caroni, intervenuto a nome dell'Esecutivo, ha espresso la propria solidarietà ai lavoratori: "La situazione è drammatica. Il Municipio di Locarno si adopererà per trovare una soluzione a questo problema".
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