
Il PPD ha già svelato le proprie carte, al pari della sinistra e dell’area rosso-verde. Il PLR quasi, mentre dall’MPS sono attese novità a fine mese. A destra, per ora, fervono i preparativi. In vista delle elezioni federali di ottobre i partiti stanno affilando le loro armi, preparando le liste per il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati. I nomi, lo ricordiamo, vanno tassativamente comunicati alla Cancelleria dello Stato entro le 18.00 del 12 agosto.
Il prossimo partito a svelare la sua rosa è l’UDC. Questa sera i nomi proposti dalla ‘commissione cerca’, composta da Gabriele Pinoja, Sergio Morisoli e Alain Bühler, verranno sottoposti al vaglio del Congresso cantonale, il legislativo del Partito. Per il Nazionale, lo ricordiamo, ci sarà la congiunzione delle liste con la Lega mentre per il Consiglio degli Stati verrà presentato un candidato a testa al primo turno (Marco Chiesa per i democentristi, mentre la Lega dovrà decidere se puntare su Battista Ghiggia, già della partita 4 anni fa), poi chi otterrà più voti sarà il candidato unico al ballottaggio.
In attesa del responso del Comitato, i primi 'rumors' per la Camera Bassa iniziano a circolare. Praticamente certa la presenza dell’uscente Marco Chiesa e del presidente cantonale Piero Marchesi. Negli scorsi giorni La Regione aveva fatto i nomi del già deputato Paolo Pamini e del consigliere comunale di Bellinzona Tuto Rossi mentre stando ai soliti ben informati in lista ci potrebbero essere la consigliera comunale luganese Raide Bassi, il già deputato Franco Denti e l’ex procuratore federale Pierluigi Pasi, il cui nome era già stato accostato alla lista democentrista per il Gran Consiglio alle ultime cantonali. Non dovrebbero quindi essere della partita gli altri protagonisti, insieme a Piero Marchesi e Edo Pellegrini (UDF), dell’exploit di aprile, ovvero la conquista dei due seggi aggiuntivi in Gran Consiglio.
Come logico che sia sui nomi circola il più assoluto riserbo, come d’altronde ribadito dal presidente cantonale. "Non posso confermare né smentire alcun nome". Parlando di obiettivi, invece, in casa UDC non ci si nasconde: "Il nostro è quello di confermare il seggio al Nazionale e consolidarci come partito – ha spiegato Marchesi a Ticinonews – Un tema per noi molto importante è la candidatura agli Stati. Riteniamo che alla Camera dei Cantoni serva una figura che rispecchi la posizione della maggioranza dei ticinesi: il no alla libera circolazione, il controllo dell'immigrazione e il concetto di Prima i nostri. Tutti temi che gli attuali 'senatori' si sono ben guardati dal portare avanti. Per questo il Ticino dovrebbe eleggere un UDC in un consesso dove ad oggi il nostro partito è sottorappresentato".
La parola d'ordine è quindi 'confermare', ma è innegabile che, gettando un occhio all'esito delle ultime cantonali (dove l'UDC ha guadagnato due seggi in Parlamento a fronte di una perdita in casa Lega, che molti affermano essere stata 'salvata' per quanto riguarda il secondo seggio in Governo proprio dai voti democentristi) lo spazio per ambire a qualcosa di più c'è. "Come detto l'obiettivo principale è quello di confermare il seggio. La sinistra si sta organizzando con delle liste congiunte ed è verosimile che possano ottenere un secondo seggio a scapito del PPD, della Lega o addirittura dell'UDC - ha ammesso Marchesi - Un secondo seggio è certamente ambizioso e difficile, infatti l’obiettivo è di difendere il seggio attuale, ma se i ticinesi volessero premiarci facendoci raddoppiare ne saremmo ben felici".
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