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Ticino
La scure dei tagli su Julius Bär
Redazione
14 anni fa
La banca privata zurighese prevede di sopprimere tra gli 850 e i 1030 posti di lavoro. Anche in Ticino le banche si ridimensionano

Continua il ridimensionamento delle banche elvetiche. La crisi, con la caduta dell'euro che ha ridotto drammaticamente le masse denominate in franchi, e la Weissgeldstrategie inducono molti istituti a trovare soluzione al calo di redditività.Tra le molte strategie, quella di acquisire entità che possano permettere di diversificare le attività. Spesso queste soluzioni non sono indolori. Infatti la banca privata zurighese Julius Baer prevede di sopprimere tra il 15% e il 18% dei suoi effettivi dopo l'acquisto delle attività internazionali di Merril Lynch. I tagli, che dovrebbero consentire di accrescere la redditività, concerneranno tra gli 850 e i 1'030 posti di lavoro su un totale di 5'700, ha indicato oggi il gruppo bancario in occasione della giornata degli investitori di Londra.Anche il Ticino non sfugge a questa situazione. Notizia degli scorsi giorni che la BNP Paribas ha deciso di ridurre drasticamente i suoi effettivi a Lugano. Saranno circa quaranta le persone per le quali si dovranno trovare soluzioni alternative, oppure potrebbero essere licenziate. Un trend preoccupante che ha già portato diverse banche a lasciare il cantone, soprattutto quelle estere.Le strategie attuali, dettate dalla politica federale, portano le banche a concentrarsi sempre più sulle attività legate ai soldi "bianchi", ossia dichiarati nei paesi di origine dei clienti. Vista la sfiducia che attualmente pervade l'Europa non mancano i clienti che portano i loro averi in Svizzera alla luce del sole. La domanda però è: il giorno in cui i paesi ora in difficoltà si stabilizzeranno, questi capitali ritorneranno "a casa"? Difficile dirlo. Starà alle banche dimostrare di meritarsi la fiducia dei clienti.MM/ATS

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