
Scuola ticinese in cifre, pubblicato per la prima volta nel 2019, è l’ultimo in ordine di tempo degli strumenti adottati dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport per presentare in forma sintetica i dati che tracciano un ritratto statistico della popolazione scolastica ticinese. Dalla lettura della seconda edizione di Scuola ticinese in cifre emerge un quadro sostanzialmente simile a quello dello scorso anno. Negli ultimi anni ci sono almeno due tendenze che non sembrano subire variazioni ed entrambe riguardano le scelte operate dagli allievi alla fine della scuola media.
Sempre più allievi continuano gli studi
I dati dicono infatti che il numero dei giovani che al termine della scuola dell’obbligo esprimono l’intenzione di continuare gli studi in una scuola media superiore è stabilmente attestato a un tasso che supera il 40%, mentre quello relativo agli allievi che si orientano verso una formazione professionale di base tende a diminuire. Le due tendenze, secondo il direttore del Decs Manuele Bertoli, “non sono di per sé preoccupanti”. La percentuale degli allievi di scuola media superiore che subisce una bocciatura al primo anno di liceo è passata dal 18.2% dell’anno scolastico 1998/1999 al 25.9% registrato nell’anno scolastico 2018/2019 (dal 17.3% al 32.1% per la Scuola cantonale di commercio).
Diversi cambiamenti nel percorso formativo
Inoltre, il numero di allievi che prima di conseguire un diploma cambia percorso formativo una o più volte è tendenzialmente in aumento e nel passaggio dalla scuola dell’obbligo al settore del secondario II, alcuni allievi decidono più o meno volontariamente di non seguire nessun tipo di percorso formativo (è il fenomeno conosciuto come drop out). Il Ticino, lo ricordiamo, ha sottoscritto l’impegno di portare almeno il 95% dei giovani sotto i 25 anni all’ottenimento di un diploma secondario, ma al momento l’obiettivo non è ancora raggiunto dal nostro Cantone. Stando quanto ha osservato Manuele Bertoli “è chiaro come l’osservazione iniziale su una serie di dati che a prima vista indicavano stabilità, possa offrire motivi di riflessione e indicare un campo al quale la politica scolastica deve interessarsi”. La transizione tra la scuola dell’obbligo e i molteplici percorsi formativi del postobbligo rappresenta infatti un ambito del sistema scolastico che “presenta margini di sviluppo e miglioramento che, idealmente, devono mettere le giovani e i giovani ticinesi nella condizione di operare scelte consapevoli e che permettano loro una piena realizzazione tramite lo studio e il lavoro”, aggiunge.
Spesa pubblica per l’educazione: Ticino agli ultimi posti
Per quanto riguarda la spesa pubblica per l’educazione (dato al 2017) in percentuale della spesa pubblica complessiva di cantone e comuni, il Canton Ticino(22.6%) si posiziona agli ultimi posti prima di Giura(22.1%) e Grigioni(20.1%). Al primo posto Friburgo(34.6%), seguono Basilea Campagna (33.1%) e Basilea Città(31.9%).
Gli effetti del Covid
La pandemia di coronavirus, molto probabilmente, si rifletterà sui dati a partire dai prossimi anni. Ma per questo motivo “sarà infatti indispensabile verificare se e in quale modo il contesto attuale di incertezza e di crisi si ripercuoterà sulle cifre della scuola ticinese”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

