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Ticino
La scuola riapre normalmente
Il Consiglio di Stato ha delineato il futuro della scuola. Giorgio Merlani sulla diffusione del virus: “Quasi la metà dei casi importati”

Il 31 agosto si torna sui banchi di scuola. Il Consiglio di Stato ha deciso di optare per la scuola ordinaria in presenza. Si torna dunque alla normalità, senza mascherine per tutti i livelli scolastici ma con le norme di igiene accresciute. La protezione facciale rimane obbligatoria solo per i docenti negli spazi comuni ma facoltative nelle aule scolastiche.

Al punto stampa erano presenti il Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Manuele Bertoli, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e il Medico cantonale Giorgio Merlani.

11:57 - Fine Conferenza stampa

11:55 - D: “Lo scenario uno prevede lo svolgimento normale di attività fisica?”
R, Bertoli: ”Per alcune discipline ci saranno delle indicazioni un po’ specifiche. L’educazione fisica è una di queste, sarà indicato di evitare gli sport che prevedono il contatto fisico diretto con gli allievi. Per l’educazione visiva o di arti plastiche bisognerà fare attenzione con lo scambio di materiale ma l’intenzione è quello di aggiungere elementi per permettere alla disciplina di tenersi e non fare il salto per tralasciare la disciplina”.

11:48 - D: “Influenza stagionale. Come dovremo comportarci quando arriverà in caso di sintomi? / Che cosa manca per fornire gli ultimi dettagli per lo scenario 3?”
R, Merlani: “Ci sono già delle riflessioni sulla questione del vaccino, si cerca di aumentare la disponibilità di vaccini anti influenzali per iniziare a vaccinare le persone vulnerabili e il secondo aspetto è la difficoltà diagnostica. Ora la capacità dei test è aumentata e questo aiuterà nella fase autunnale che porterà all’incertezza: bisognerà agire fino alla prova contraria del coronavirus. Ma c’è chi riflette anche sulla distanza e le mascherine potrebbero anche strangolare in partenza la diffusione”.
R, Bertoli: “L’organizzazione pratica della scuola a distanza: quanto tempo tenere le lezioni, che cosa è pretendibile dagli allievi e tutte le questioni legate all’informatica che inizialmente non c’era. Stiamo investendo nella formazione dei docenti. Nella scuola elementare ci saranno dei docenti di riferimento per i colleghi, nella scuola media ci sono dei corsi previsti online a partire dalla settimana prossima per l’uso accresciuto della dimensione informatica. Anche nel postobbligo ci sono delle formazioni. Poco dopo il 31 agosto il piano dello scenario tre sarà pronto”.

11:46 - D: “Sono stati fissati dei limiti per l’introduzione dei vari scenari, si farà a livello cantonale o comunale?”
R, Bertoli: “Non ci siamo posti limiti perché le decisioni vengono prese del Governo e vale per tutti gli ordini scolastici. Non è invece detto che lo stesso scenario debba valere per tutte le scuole da Chiasso ad Airolo. È importante che gli scenari siano pronti qualora si decidesse di andare da uno scenario all’altro”.
R, Gobbi: “Quanto deciso del Governo è in linea con l’approccio che ha voluto tenere. L’ambito della proporzionalità deve essere garantita sempre ma anche la mira delle varie misure deve essere garantita ma con una certa flessibilità. L’esperienza avuta ci ha permesso di avere più coscienza dei rischi”.

11:38 - D: “Come si possono tranquillizzare i genitori in merito ai contagi dei bambini?”
R, Merlani: “È fondamentale capire il ruolo della scuola nella diffusione del virus. Quello che si conosce con l’influenza è che i bambini fanno da volano per la trasmissione. I bambini producono una grandissima quantità di virus e la trasmettono agli adulti. Se volessimo fare qualcosa di efficace per l’influenza dovremmo chiudere ogni volta, perché anche l’influenza porta le sue vittime. Ma non chiudiamo le scuole ogni anno. In questo caso i bambini non hanno lo stesso ruolo con il coronavirus, non sono il motore principale della diffusione del Covid. I bambini si infettano raramente e quando si infettano hanno dei ricorsi blandi. Non ho garanzie che non ci saranno trasmissioni ma è quello che sappiamo che non saranno queste che faranno scoppiare la pandemia e sicuramente ci saranno delle classi poste in quarantena da qui fino a ottobre ma non possiamo mettere ‘il carro davanti ai buoi’. Il rischio è minimo. È probabile che si andrà avanti di uno scenario uno anche con altre chiusure commerciali”.

R, Bertoli: “Se una classe viene messa in quarantena noi sappiamo che questa scelta è circoscritta e sappiamo che lo è nel tempo”.

11:37 - D: “Ricreazioni e mense?”
R, Bertoli: “Le ricreazioni verranno fatte in modo che i bambini non stiano tutti vicini e che quindi venga rispettata la distanza. È nel piano di protezione”.

11:37 - Domande

11:34 - “Evitare lo scenario due, e anche il tre”
Bertoli: “Auspichiamo che l’anno scolastico possa partire bene, con il sostegno di tutti garantendo alla scuola il suo spazio ordinario. Dovremo avere pazienza perché le cose cambieranno. Immaginarsi di dover andare verso uno scenario due o tre prima della metà dell’anno potrebbe diventare veramente problematico almeno per una parte della popolazione scolastico per validità dell’anno scolastico”.

11:31 - Mascherine solo per i docenti
Bertoli: “Per gli allievi delle scuole comunali e dell’infanzia sono sconsigliate perché controproducenti. Per gli allievi del postobbligo è facoltativa ma con le specifiche a dipendenza dei vari istituti e delle distanze logistiche. Per i docenti la decisione è stata di renderla facoltativa nelle aule ma obbligatoria nei luoghi comuni. Questo perché è capitato che a portare il Covid siano stati i docenti”.

11:29 - Pianificazione dello scenario 3
Bertoli: “Oltre a quello che abbiamo già inviato agli istituti ci sono delle schede per ogni tipo di insegnante. Queste schede riprendono parte degli elementi dei piani di protezione affinché siano in chiaro sugli scenari ma hanno già le indicazioni per lo scenario due. Oltre a questo stiamo preparando il complemento sullo scenario su cui ci sarà una consultazione dopo il 15 agosto con i Comuni”.

11:24 - Due piani di protezione
Bertoli: “I due piani tengono conto della distanza minima nella scuola dell’obbligo e del postobbligo. Ogni piano ha un responsabile per la sua attuazione. Il piano non è rigido ma evolve nel tempo per questo abbiamo chiesto di numerarli. Questo perché abbiamo imparato che la flessibilità è la chiave di svolta. Vengono indicate le norme di comportamento per coloro che hanno sintomi, bisogna fare in modo che chi ha dei sintomi possa partecipare alla scuola. Chi sarà assente sarà trattato come una persona normale assente che sia insegnante o che sia un allievo. Poi ci sono tutte le misure da adottare in termini logistico per l’entrata, il flusso nei corridoi. Nelle aule il concetto principale è che nell’obbligo la distanza fra il docente e l’allievo deve essere data, avremo delle discussioni specifiche per la scuola dell’infanzia perché ci hanno chiesto un’attenzione particolare perché la distanza è più complicata. Per il postobbligo segnalo che è in corso una verifica istituto per istituto dove la questione del 1,5m non può essere garantita. Laddove non sarà possibile l’uso della mascherina potrà essere indicato, prima dell’inizio ci sarà l’indicazione”.

11:23 - Piano di protezione
Bertoli: “Anche le scuole devono dotarsi di un piano di protezione. Noi abbiamo dato dei modelli e ogni istituto sta allestendo il proprio piano che dovrà essere pronto per il 31 agosto. È possibile che ancora in questi giorni aggiungeremo altre piccole indicazioni che da inizio luglio ad oggi si sono rese necessari e opportune. Sono cose minori”.

11:18 - Si torna a scuola normalmente
Bertoli: “La decisione del Governo è ricaduta sullo scenario uno. È quello che si aspettano tutti ed è quello che fa funzionare la scuola normalmente. L’insegnamento si svolgerà in linea di principio in presenza, ci saranno alcune modifiche per le materie speciali come l’attività fisica e su questo si sta affinando il rapporto perché non si vogliono togliere queste discipline. Le misure di igiene e distanziamento sono quelle conosciute, c’è un importante differenza fra scuola obbligatoria e post obbligatoria. Per la scuola dell’obbligo la distanza minima non è indicata come necessaria, la distanza è importante fra il docente e gli allievi. Nel postobbligo la cosa è complicata e la distanza deve essere mantenuta anche tra gli allievi. È possibile che ci siano delle misure che andranno aggiunte a completare il quadro. Lo scopo di queste misure aggiuntive è quello di mantenere lo scenario uno e di evitare lo scenario due e il tre”.

11:17 - Tre scenari
Bertoli: “Il piano è pronto per il 31 agosto. Il 10 agosto non è stato scelto a caso, è sufficientemente distante per fare gli ultimi aggiustamenti. Sul piano prevede tre scenari: in presenza, scuola ibrida con metà classe e scuola a distanza. Sullo scenario tre stiamo ancora lavorando e sarà pronta la pianificazione del 31 agosto”.

11:16 - “Dobbiamo essere vigili”
Merlani: “Dobbiamo essere vigili soprattutto ora che ci sembra che il virus non circoli quando non è assolutamente così anche per evitare una seconda ondata”.

11:11 - “Metà dei casi dovuti da rientri”
Merlani: “Non è evidente dire esattamente il luogo dei contagi. Ci sono dei travasi nei contenitori. Quasi la metà dei casi sono dovuti a rientri dai Paesi esteri, non tutti Paesi a rischio. Sul posto di lavoro sono circa 10 le persone contagiate e all’interno della famiglia sono circa il 12%. C’è una piccola quota di feste private e altri casi importati da altri Cantoni. C’è anche un numero di persone non chiari che sono sotto il 20%, è difficile fare la parte perché sono molti testati asintomatici o che hanno mostrato sintomi indietro nel tempo e quindi è difficile trovare la causa”.

11:06 - “Tracciamento fattibile con così pochi casi”
Merlani: “Siamo tutti vigili con le misure. Per gli ultimi giorni non ci sono stati nuovi ricoveri e abbiamo avuto due casi da venerdì a sabato, due da sabato a domenica e zero da domenica a lunedì. Queste cifre permettono di fare un tracciamento. Ci sono 13 persone in isolamente (180 in totale) e 40 persone in quarantena (1’026 in totale). Le interazioni sociali aumentate ci sono ed è pacifico che il numero di persone messe in quarantena siano leggermente superiori. Se dovessimo avere un’importazione dall’estero potremmo vedere le nostre capacità superate. Per quanto riguarda i rientri dai Paesi a rischio c’è l’obbligo di annunciarsi. Finora ci sono state 769 persone annunciate e più di 200 in quarantena”.

11:05 - “Ambito scolastico molto sensibile”
Gobbi: “L’ambito scolastico è stato uno degli ambiti sensibili dal punto di vista istituzionale nei rapporti con i comuni e con la Confederazione. L’obiettivo è anticipare e permettere di implementare tutte quelle misure di igiene. Queste decisioni competono alle autorità cantonali, sarà importante mantenere quel dialogo che si è voluto instaurare con i comuni”.

11:00 - Inizio Conferenza stampa

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