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Ticino
“La scuola media ha bisogno di un dottore”
“La scuola media ha bisogno di un dottore”
“La scuola media ha bisogno di un dottore”
Redazione
10 anni fa
Così Maristella Polli sul sistema scolastico ticinese. Berger: "La situazione non è così catastrofica"

Le difficoltà di passaggio dalla scuola media a un istituto scolastico superiore (liceo o scuola cantonale di commercio) è stato al centro del dibattito andato in onda questa sera su Tele Ticino durante la trasmissione de I Conti in tasca. Un recente studio della SUPSI ha infatti rilevato che il tasso medio di insuccesso (bocciature o abbandono delle scuole superiori) è salito dal 20 al 30% negli ultimi 15 anni. (dal 97/98 al 2012/2013).

L’autrice dello studio - Luciana Castelli del Centro innovazione e ricerche sui sistemi educativi della SUPSI - ha subito affermato che è un dato meno allarmante di quello che si possa pensare. Il dato va analizzato nel complesso del sistema scolastico, ricordanco che la scuola ticinese vanta il tasso di maturità liceale più alto in Svizzera. È vero, esiste un tasso di selezione elevato all’inizio, ma gli altri anni vengono superati con grande successo dagli allievi, ha sottolineato la ricercatrice. Anche secondo il direttore del liceo di Lugano 1 Giampaolo Cereghetti i dati vanno relativizzati, facendo notare che gli anni presi in considerazione dallo studio sono quelli nei quali è stata attuata l’ultima riforma del sistema educativo ticinese. “È quindi normale che i primi anni sono quelli di assestamento”.

Maristella Polli, presidente della Commissione scolastica in Gran Consiglio, ha invece sollevato la problematica dell’orientamento: troppi ragazzi finiscono al liceo perché non sanno cosa fare o su suggerimento dei genitori. Quel 30% rappresenta quindi anche coloro che non sono abbastanza motivati per continuare gli studi. “È un problema che ha molte sfaccettature”, ha dal canto suo ribattuto Rita Beltrami, responsabile dell'Ufficio orientamento professionale. “Il percorso professionale presuppone una scelta maturata, bisogna informarsi, prendere contatti. Il liceo lascia porte aperte, quindi è più facile sceglierlo. Ma non dimentichiamo che per entrambi vale la libera scelta degli allievi. Ci sono poi anche i condizionamenti delle famiglie che giocano un ruolo importante”.

Ci si è poi soffermati sul sistema scolastico. Per Maristella Polli la scuola media ha bisogno di un dottore. “Non è che non sia in buona salute, ma negli ultimi anni sono stati aggiunti troppi cerotti da una parte e dall’altra senza una vera strategia globale e comune”. Nel discorso è quindi intervenuto Emanuele Berger, responsabile della scuola al DECS: “Sono state effettivamente inserite delle misure a cerotto, ma negli ultimi anni stiamo cercando di riprendere in mano la situazione. C’è il progetto “Harmos” e quello de “La scuola che verrà”, con la quale si vuole puntare su un sistema più pedagogico e organizzativo. A fine aprile presenteremo proposte più dettagliate per la scuola dell’obbligo. La situazione non è catastrofica, ma migliorabile”.

Ulteriori suggerimenti per come migliorare il passaggio dalla scuola media a alla scuola superiore sono arrivati da Castelli e Cereghetti. Per la ricercatrice il problema non rientra tanto nell’apprendimento delle discipline, ma nelle competenze trasversali (l’attitudine verso l’apprendimento, l’organizzazione del tempo, le relazione con gli altri). “Se vogliamo armonizzare il passaggio, questa potrebbe essere una pista di lavoro: aiutare gli allievi ad organizzarsi a studiare”.

Cereghetti ha invece suggerito di puntare sulla semplificazione, mettendo in risalto soprattutto le materie della lingua materna e la matematica. “Viviamo in una società sempre più complessa e dobbiamo offrire ai ragazzi strumenti solidi per poter fare ordine: il linguaggio e la matematica credo siano i perni centrali sui quali si possa costruire una prospettiva”.

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