
Niente da fare per "La scuola che verrà", che oggi non è riuscita a superare lo scoglio del voto popolare. I cittadini hanno bocciato con il 56,7% dei voti il credito da 6,7 milioni necessario per la sperimentazione.
In caso di esito positivo, ricordiamo, la fase test della riforma sarebbe dovuta partire nelle medie di Acquarossa, Biasca, Caslano e Tesserete e nelle scuole comunali (elementari e asilo) di Cadenazzo, Coldrerio e Paradiso da settembre 2019 per tre anni. Da notare che, alla prova delle urne, dei Comuni interessati dalla sperimetazione solo Tesserete ha votato a favore.
Sperimentazione bocciata in tutti i grandi centri: a Locarno (51,9% no), Chiasso (56,1%), Mendrisio (58,6%), Lugano (59,3%) e Bellinzona (54,9%).
Perfetta parità a Dalpe: con 37 schede contrarie e altrettante a favore della riforma.
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