
In merito alla controversa questione legata al progetto “La Scuola che verrà” e alla riforma fiscale e sociale, temi sui quali il popolo voterà il prossimo 29 aprile, la Conferenza cantonale genitori (CCG) prende posizione pubblicamente.
"Su 'La scuola che verrà'", esordice il comunicato, "ci siamo già espressi nel 2017, condividendo gli indirizzi della riforma, la cui sperimentazione dovrebbe ora iniziare a settembre.La sperimentazione decisa in Gran Consiglio in un compromesso tra le intenzioni governative e i dubbi sollevati durante l'esame parlamentare, certamente deve essere meglio definita nei dettagli, ma la CCG non appoggerà il referendum che sarà verosimilmente lanciato".
"Nel caso di riuscita della raccolta firme, tutto slitterà di un ulteriore anno. Riteniamo che rallentare così i tempi della riforma non porti nessun vantaggio al necessario processo di aggiornamento della scuola media".
"La riforma fiscale-sociale", prosegue la presa di posizione del CCG, "è pure frutto di un compromesso politico, avvenuto in governo e confermato in parlamento: un miglioramento della competitività fiscale abbinato a sostanziali innovazioni nella conciliazione famiglia-lavoro, che a sua volta favorisce la parità tra i sessi".
"Se non sarà approvata la parte fiscale, oggetto del referendum del 29 aprile, le modifiche rilevanti per le famiglie non potranno entrare in vigore e ciò ci preoccupa.“Le contropartite sociali ottenute in cambio delle misure di sgravio fiscale, infatti, serviranno a sostenere in modo mirato gli asili nido, i servizi extrascolastici, le famiglie diurne, le famiglie con invalidi a carico e le famiglie con redditi medio-bassi".
Nella sua presa di posizione, la CCG conclude affermando che “per questo motivo, non sosteniamo il referendum promosso contro la riforma fiscale e sociale".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

