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Ticino
La Santa Chiara è più sana, ma resta contesa
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Filippo Suessli
5 anni fa
I conti della Clinica Santa Chiara sono messi meglio di quanto si pensasse, ma buona parte delle azioni sono ora in mano a due dei possibili acquirenti: la Moncucco ne ha quasi il 60%

Si infittisce ancor di più la trama della cessione della Clinica Santa Chiara di Locarno. In un comunicato odierno, infatti, il Consiglio di Amministrazione della società ha chiarito alcune questioni che mostrano una situazione non poco complicata.

Situazione finanziaria migliore del previsto
I conti della società, si legge, non sono più così drammatici come apparivano fino a poco tempo fa. “Il CdA della Clinica ha la situazione finanziaria sotto controllo e ha ottenuto un prestito di 1’500’000 franchi; ciò copre il fabbisogno di liquidità per almeno i prossimi tre mesi. Questa nuova situazione supera di fatto l’urgenza di una ristrutturazione societaria immediata”, si legge nella nota. Inoltre una nuova stima del valore degli immobili, ha rivelato che valgono molto di più rispetto a quanto inserito a bilancio, cambiando di fatto lo stato patrimoniale della Santa Chiara. Per questo il Consiglio di Amministrazione “sta alacremente lavorando su alcune proposte di risanamento e ristrutturazione a medio e lungo termine, proposte che verranno presentate e sottoposte agli azionisti nel corso della prossima Assemblea generale ordinaria”.

La vendita di azioni
Vi è poi la questione azioni. Due dei gruppi interessati ad acquistare la clinica, infatti, hanno già iniziato a rilevare quote azionarie. Allo stato attuale, infatti “la Clinica Luganese Moncucco ha annunciato di aver acquisito il 58% della controllante FOPE Holding SA, mentre Swiss Medical Network ha annunciato di averne acquistato il 33,625%. Il rimanente è distribuito fra pochi altri azionisti”. Anche le azioni di tipo B, aggiunge il CdA, sono oggetto di “scambi fra azionisti”.

Cosa succede ora?
Il futuro della Clinica Santa Chiara resta quindi incerto. “Il CdA continua a gestire e amministrare la società nel suo solo interesse, rispettando al contempo i diritti di tutti gli azionisti e, in particolare, applicando senza compromessi il principio della parità di trattamento”, si legge nel comunicato. Gli amministratori aggiungono che la nuova situazione finanziaria permette di “valutare con maggiore serenità i molteplici aspetti correlati a una prossima ristrutturazione”. Per questo si è deciso di posticipare di oltre un mese l’assemblea, che si terrà non il 16 giugno, ma il 23 luglio.

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