
L’Ente ospedaliero cantonale (EOC) ha tracciato la rotta della sanità ticinese da qui al 2030 a livello di strutture e specialità, ma in primo luogo ha deciso che il Ticino non avrà un unico ospedale cantonale.
Questa prospettiva è stata più volta ventilata, ma mai realmente approfondita. Soprattutto perché il principale nodo da sciogliere sarebbe stato «dove realizzarlo». E nel Ticino dei regionalismi esasperati, tanto più quando c’è in discussione la sanità, l’interrogativo avrebbe fatto esplodere polemiche e ataviche divisioni (mai superate) tra Sopra e Sottoceneri. Il tutto perché, è innegabile, la gustosa torta sanitaria fa gola a tutti e accordarsi sarebbe stato impossibile.
Il CdA dell’EOC ha quindi deciso di restare alla visione regionalistica di «ospedale multisito». Il Ticino avrà 2 ospedali di riferimento (Lugano e Bellinzona) e 2 di prossimità (Mendrisio e Locarno). Ma a Bellinzona sorgerà un nuovo San Giovanni in zona Saleggi ed entro 10 anni il Civico di Lugano verrà ristrutturato a tappe. Va bene così? O sarebbe stato maggiormente lungimirante compiere un passo deciso? In questa scelta di fondo hanno prevalso gli interessi regionalistici oppure quelli dei pazienti?
Interrogativi che saranno al centro del dibattito di Piazza del Corriere di martedì 25 novembre (TeleTicino ore 20.45) moderato da Gianni Righinetti. In studio il direttore del DSS Paolo Beltraminelli, il presidente del CdA dell’EOC Daniele Lotti, il presidente dell’Ordine dei medici nonché parlamentare PPD Franco Denti e la deputata dei Verdi Michela Delcò Petralli.
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