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"La roadmap certifica l’impossibilità di un’intesa tra Ticino e Italia"
"La roadmap certifica l’impossibilità di un’intesa tra Ticino e Italia"
"La roadmap certifica l’impossibilità di un’intesa tra Ticino e Italia"
Redazione
8 anni fa
Per il Corriere di Como la dichiarazione d'intenti firmata a dicembre a Milano è "molto deludente"

La roadmap sulle materie transfrontaliere firmata lo scorso 17 dicembre da Canton Ticino e Regione Lombardia è "molto deludente". Lo ha rivelato oggi il Corriere di Como, che ha potuto visionare il documento rimasto sin qui riservato.

"La lettura delle 15 pagine sottoscritte dal presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali e dall’assessore delegato ai rapporti con il Ticino Massimo Sertori è molto deludente - spiega il foglio lariano - Sui principali temi politici in discussione da anni sono state messe nero su bianco considerazioni generiche e talvolta persino datate. Pochi anche gli spunti di interesse sulle questioni infrastrutturali – per le quali si rimanda ad accordi già esistenti o ai progetti Interreg".

Sempre satando al quotidiano "sulle soluzioni a problemi che riemergono di continuo, magari con toni da battaglia in prossimità delle campagne elettorali, la road-map sembra piuttosto un atto notarile: certifica l’impossibilità di un’intesa". In primis sul fronte dei salari: l'obiettivo dichiarato di voler "favorire la concorrenza leale fra aziende ticinesi e lombarde individuando le imprese che falsano il mercato ai due lati della frontiera favorendo il dumping salariale" quasi impossibile da realizzare sul piano pratico, "soprattutto se non sono individuati forme e modi d’azione concreti".

Particolarmente critico è il punto riguardante la questione dei ristorni fiscali dei frontalieri. Uno degli obiettivi è quello di "Favorire la revisione dell’accordo del 3 ottobre 1974 tra la Svizzera e l’Italia relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine tenendo debitamente conto degli interessi mutui di Lombardia e Ticino e i Comuni interessati". Per farlo "le parti decidono di riunirsi una prima volta nei prossimi mesi, insieme alla Regione Piemonte, con lo scopo di identificare gli eventuali ostacoli che si frappongono ad una firma a breve dell’accordo parafato nel 2015 ed elaborare eventuali proposte all’attenzione delle rispettive autorità nazionali competenti in materia di accordi internazionali, volte alla ricerca di una soluzione che tenga debitamente conto degli interessi mutui di Lombardia e Ticino e permetta di sbloccare l’attuale situazione di stallo". Situazione che non si è sbloccata neppure un mese dopo, durante l’incontro del 14 gennaio alla Villa Principe Leopoldo di Lugano tra il consigliere federale Ignazio Cassis e il ministro degli Affari esteri Enzo Moavero Milanesi che, anzi, si è risolto con un nulla di fatto.

"Nulla di strano, allora, per il fatto che pochi giorni dopo la firma della road-map il presidente del governo ticinese sia tornato a chiedere il blocco dei ristorni - conclude il Corriere - Semmai sono da spiegare i toni trionfalistici utilizzati due mesi fa per illustrare alla stampa la stessa road-map, il cui testonon era sin qui stato nemmeno consegnato ai consiglieri regionali che ne avessero fatto richiesta".

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