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Digitalizzazione
La rivoluzione digitale della Polizia cantonale con myABI, concluso il progetto GEPOL
Polizia cantonale
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Redazione
2 anni fa
La Polizia cantonale ha completato con successo l'implementazione del nuovo gestionale myABI, standardizzando processi e migliorando l'accesso ai dati. L'interfacciamento con altre banche dati permette un allineamento con i Corpi di polizia svizzeri e l'ottimizzazione della gestione delle informazioni per analisi interne.

Con la conclusione del progetto informatico GEPOL (Gestionale di polizia) e dopo una prima fase avviata nel febbraio del 2022, la Polizia cantonale comunica di aver portato a termine con successo l’importante processo di trasformazione digitale finalizzato all’introduzione di un nuovo gestionale: myABI. "Questo strumento consente oggi di standardizzare i processi, centralizzare e facilitare l’accesso ai dati, apportando al contempo maggiore sicurezza e un miglioramento del controllo delle pratiche. In questo modo si segna dunque un deciso passo avanti sotto il profilo dell’operatività di agenti e inquirenti", si legge nella nota.

Visione strategica

Sul piano strategico l’interfacciamento con altre banche dati di polizia, sia cantonali che federali, "permette di restare al passo con gli altri Corpi di polizia svizzeri e ottenere delle procedure il più allineate possibili". Sul medio-lungo termine l’obiettivo sarà di ulteriormente affinare lo scambio di dati a livello intercantonale. Inoltre, la registrazione centralizzata di tutti gli eventi (ad es. incidenti, furti, omicidi) "consente di procedere con la verbalizzazione e la redazione dei rispettivi verbali tramite maschere preconfigurate e procedure di compilazione predefinite che assicurano un’uniformità in tutti gli ambiti di polizia". Questo semplifica il modo di lavorare, "permettendo di aumentare la qualità, ottimizzare il controllo e offrire una maggiore visione d’insieme".

Efficienza organizzativa

Dal punto di vista organizzativo lavorare con un prodotto unico consente di accedere a tutte le informazioni, in passato disseminate su più applicativi, in modo rapido e sicuro. "Inoltre si evitano attività ridondanti, l’inserimento dei dati ad inizio processo e su un’unica banca dati permette una ricerca delle informazioni completa e semplice". Questo anche a distanza (via smartphone o tablet), grazie all’applicazione mobile di myABI.

Opportunità

La gestione digitale dell’informazione apre ulteriori opportunità: "oltre al rafforzamento del monitoraggio e della sicurezza, le informazioni raccolte possono essere facilmente aggregate ed elaborate, fungendo da preziosa fonte dati per statistiche e analisi interne". In futuro, grazie all’utilizzo e all’esperienza cumulata su myABI, "vi sarà la possibilità di approfondire altri aspetti della creazione di processi lavorativi standardizzati, come ad esempio l’attività di pianificazione e condotta o l’invio di dati di massa a supporti mobili", conclude il comunicato.