
Il comitato contrario alla riforma fiscale e sociale - in votazione il prossimo 29 aprile e sulla quale pende ora un ricorso al Tram - ha presentato le ragioni a favore del referendum. Presenti all'incontro a Manno, presso la sede di UNA, i sindacati, MPS, partito comunista, PS, gioventù socialista e i Verdi.
Il sindacalista Vincenzo Cicero ha sottolineato come la campagna sia entrata nel vivo con tante bugie e strumentalizzazioni: "Non è vero che siamo di fronte a un fuggi fuggi di aziende. Anzi, i dati dicono il contrario: c'è allora da chiedersi perché invece l'assistenza e la povertà aumentano". Cicero ha poi spiegato i motivi del ricorso inoltrato da Unia: "Le misure sociali non rispondono affatto alle esigenze reali e non potranno mai compensare gli sgravi del pacchetto. Tanto più che unire le due riforme, sociale e fiscale, è anti costituzionale. È uno specchietto per le allodole: si vuole far passare una riforma che altrimenti non sarebbe mai stata approvata".
Dal canto suo Pino Sergi, coordinatore del MPS, ha evidenziato come la campagna sia incentrata sulle misure sociali. "La rifoma arriva dopo massicci tagli al settore, vedi assegno integrativo e della prima infanzia. Ora si arriva con poche briciole per sviluppare una politica sociale. È fuori luogo. Le aziende e il Cantone non pagheranno un centesimo in più".
Secondo Laura Riget (Gioventù Socialista) le misure sociali sono doverose, ma da applicare indipendentemente dagli sgravi fiscali. "Il ceto medio rimane fregato" ha sottolineato il presidente del partito socialista Igor Righini. "La riforma avvantaggia chi ha già molto. La riforma sociale? Un cavallo di Troia".
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