
Le misure in vigore da domani dividono. Tra palestre che chiudono e impianti che rimangono aperti e tra bar e ristoranti e centri commerciali che operano tranquillamente. Marco Toderi responsabile dell’ambulatorio clinica Sant’Anna, ha fatto il punto a Ticinonews, su Teleticino.
Cosa pensa delle misure?
“È una situazione che non può accontentare tutti, siamo ben consapevoli della difficoltà a prendere decisioni di questo tipo. Nessuno sta cercando di perseguitare la ristorazione ma è un dato di fatto: la chiusura del settore porta in tempi brevi alla riduzione della diffusione del Covid. Chiaro che questo è un male per tutti ma è l’unico modo per svuotare gli ospedali”.
Come mai i ristoranti chiudono e i negozi no?
“Questo è il fallimento della filosofia della responsabilità individuale. La colpa non è del ristoratore, la colpa è nostra, il virus non ha le gambe: lo veicoliamo noi. Se noi non rispettiamo puntualmente le distanze sociali, non ci disinfettiamo le mani e soprattutto non limitiamo i contatti con nuove persone il virus continua a circolare. Se tutte le regole fossero veramente applicate non saremmo arrivati a questo punto. Abbiamo confidato giustamente nella maturità della popolazione ma non è stato sufficiente, se vogliamo ricominciare a vedere gli alberghi pieni e gli ospedali vuoti l’unica via è questa”.
Sabato è stato omologato il vaccino. È l’arma principale ma ci sono alcune resistenze per farsi vaccinare. Non essendo obbligatorio, non c’è un rischio che cadi anche qui la responsabilità individuale?
“Sicuramente. Tendiamo ad ascoltare troppe persone. Dietro a questi vaccini ci sono degli studi, dei ricercatori, e non dimentichiamoci questo coronavirus è nuovo ma ci sono studi che vanno a vanti da anni per questi virus. Ogni tipo di vaccino purtroppo troverà delle resistenze, ci sono categorie no-vax che dicono tutto sui vaccini e contro questo tipo di mentalità non si potrà fare nulla. Sappiamo che non tutta la popolazione si vaccinerà e se riusciremo a vaccinare il 70% della popolazione saremo contentissimi. Questo servirà a creare un cuscinetto contro il quale il virus si scontrerà inevitabilmente. Però, il vaccino non sarà la soluzione a tutto. Sarà un grande aiuto ma sicuramente per alcuni mesi, se non per alcuni anni, ci saranno regole da seguire”.
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