
La speleosubacquea, una disciplina che fonde la speleologia e la subacquea, sta guadagnando sempre più attenzione in Ticino. Enrico Zamboni, presidente di Speleo Ticino, racconta che “attualmente nel nostro territorio ci sono circa 35-40 speleologi, che rappresentano diverse generazioni di appassionati, dai pionieri che hanno fondato la società negli anni '80 ai membri attivi di oggi".
Esplorazione per ricerche scientifiche
Zamboni spiega che l'attività principale della speleosubacquea è la ricerca scientifica. "Ci occupiamo di esplorazione e analisi di quello che si trova all'interno delle grotte", afferma, sottolineando un progetto attuale sul Monte Generoso, dove stanno studiando cavità di notevole dimensione. "Stiamo cercando di scoprire dove entra l'acqua e qual è il percorso che segue all'interno della montagna", aggiunge.
La sicurezza nella speleosubacquea
La sicurezza è un tema cruciale nella speleosubacquea. Sebbene non ci sia un obbligo di formazione, Zamboni sottolinea l'importanza di seguire corsi specifici: "Capire quali sono i pericoli e come muoversi all'interno della grotta sicuramente migliora di tanto il livello di sicurezza". Una delle regole d'oro che il presidente condivide è la comunicazione: "E fondamentale informare qualcuno su dove si va, con chi e a che ora si prevede di uscire, poiché all'interno delle grotte il telefono non funziona".
“Incidenti rari in questo settore”
Zamboni conclude affermando che, grazie a una buona preparazione e al buon senso, "gli incidenti sono piuttosto rari nel nostro settore". Gli speleologi, in particolare quelli che praticano la speleosubacquea, tendono ad avere un buon livello di formazione, contribuendo così a garantire la sicurezza durante le esplorazioni.

