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Ticino
La Regione contro Barra: 'Propone misure inutili'
Redazione
13 anni fa
Abolire le notifiche online non ha senso, secondo il quotidiano, che attacca lo studio commissionato dal Consigliere di Stato

Ma cosa dice il recente studio presentato da Michele Barra settimana scorsa sui padroncini e distaccati? Meglio, cosa non dice...Comincia così l'articolo de La Regione, a firma Aldo Bertagni, sullo studio commissionato e pagato di persona dal direttore del Dipartimento del Territorio. Uno studio di 24 pagine, elaborato dalla TCManagemant, che si prefigge di fare il punto sui cambiamenti in atto nel mondo del lavoro, leggasi "invasione di padroncini e distaccati", e di proporre delle misure volte ad arginare questi cambiamenti.Uno studio che La Regione considera poco scientifico. "Già il titolo - Padroncini e distaccati. Un'invasione da fermare - sarebbe comprensibile se sovrastasse un programma politico o un comunicato di partito, ma è poco opportuno per uno studio scientifico che, come tale, si muove senza pregiudizio di sorta" si legge sul quotidiano, che poi contesta "l'invasione" assunta a tesi verificata e non, come dovrebbe essere, a ipotesi di lavoro.Nel mirino, poi, le misure proposte dallo studio, e che Barra ha fatto sue. In particolare quella forse più incisiva, ossia l'abolizione delle notifiche online per tornare alle pratiche allo sportello. "Da nessuna parte dello studio TCManagement si dice che la notifica è obbligatoria, ma può essere inoltrata in qualsiasi cantone elvetico e non è vincolata al luogo di lavoro temporaneo. Di più. Può essere inviata via e-mail anche alla Seco, che ha sede a Berna. Detta altrimenti non spetta ai Cantoni - e anche se fosse, non si risolve il problema, modificare la modalità di invio della notifica." In parole povere abolire la notifica online in un solo cantone sarebbe inutile: i padroncini potrebbero continuare a ottenerla in rete, ma da un altro cantone o direttamente da Berna.L'ultima stoccata de La Regione colpisce le conclusioni del rapporto di Barra. Dove si legge: "La proposta di modifica del presente lavoro dovrà, ovviamente, essere implementata con l'attuale normativa della libera circolazione delle persone." Un "ovviamente" che paleserebbe l'inapplicabilità delle misure proposte: in ambito di libera circolazione, infatti, il Ticino non può pensare di cambiare le cose da solo. Esistono degli accordi, ed eventuali tentativi di modifiche spettano solo e unicamente a Berna.

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