
È definitivamente conclusa la vertenza che ha visto opposti da una parte il direttore del quotidiano La Regione, Matteo Caratti, dall'altra quello del 10 Minuti, Boris Bignasca. La corte dei reclami penali, negli scorsi giorni, ha infatti dichiarato irricevibile il ricorso di Caratti contro il decreto di abbandono emesso dal procuratore pubblico nei confronti di Boris Bignasca. Lo afferma il Mattino della Domenica.La denuncia era stata sporta da La Regione in seguito ad un articolo del 5 dicembre 2011 del 10 Minuti dal titolo "La Regione Ticino: un giornale di assassini?", corredato da una caricatura del Direttore Matteo Caratti con una faccia da Arancia Meccanica e un coltellaccio in mano. Il medesimo articolo veniva pubblicato sul sito del “mattinonline”. L’articolo voleva denunciare come un articolo calunnioso de La Regione avesse provocato il suicidio di un noto avvocato e notaio, l'avvocato Daniele Borelli, falsamente accusato di rapporti con le organizzazioni mafiose. Matteo Caratti e la Regiopress SA, società editrice del quotidiano La Regione Ticino, avevano sporto denuncia penale con costituzione di parte civile, contro il redattore Boris Bignasca. Ma la stessa era stata considerata priva di fondamento dal Ministero Pubblico che in data 21 marzo 2013 ha emesso un decreto di abbandono. La Regione si era però opposta alla decisione, presentando ricorso alla Corte dei reclami penali. Negli scorsi giorni, come detto, la nuova decisione: il ricorso de La Regione è formalmente irricevibile.
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