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Trasporti ’45
La Regio Insubrica scrive a Rösti: «Preoccupati per il futuro ferroviario del Ticino»
Redazione
10 ore fa
La comunità transfrontaliera critica l’assenza di interventi sulla rete ferroviaria ticinese nel piano federale fino al 2045

La Comunità di lavoro Regio Insubrica ha scritto al consigliere federale Albert Rösti, capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, per esprimere forte preoccupazione in merito al rapporto di perizia Trasporti ’45.

Il rapporto Trasporti '45

Il documento, elaborato dal Politecnico federale di Zurigo su mandato del DATEC, definisce le priorità di investimento e ampliamento delle infrastrutture di trasporto fino al 2045. Secondo la Regio Insubrica, la perizia non prevede però interventi di rilievo sull’infrastruttura ferroviaria in Ticino. "Una simile esclusione causerebbe importanti conseguenze negative per la stabilità dell'intero sistema, sia per la qualità dell'offerta del traffico passeggeri a lunga distanza e regionale transfrontaliero, sia di quello merci", sottolinea la Regio Insubrica.

Gli impegni tra Svizzera e Italia

Nella lettera, la comunità di lavoro richiama l’importanza della Dichiarazione d’intenti firmata nel 2023 da Svizzera e Italia, che prevede l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria entro il 2035, con misure a favore del traffico merci, dei collegamenti a lunga percorrenza e del traffico regionale transfrontaliero tra Ticino e Lombardia. L'impegno a favore dell'infrastruttura ferroviaria, in particolare attraverso lavori di potenziamento delle tratte di accesso meridionali ad AlpTransit, è stato ribadito anche durante l’incontro dello scorso novembre tra il ministro italiano delle Infrastrutture Matteo Salvini e lo stesso Rösti.

Attesa per le decisioni federali

Considerato che entro fine gennaio il DATEC presenterà al Consiglio federale i progetti da includere nelle prossime fasi di ampliamento della rete ferroviaria, la Regio Insubrica auspica "un approccio e una pianificazione globale e integrata, che tenga conto della continuità geografica, sistemica e funzionale tra l’Italia e la Svizzera, per dare attuazione agli impegni assunti da entrambe le parti con la Dichiarazione di Intenti del 2023", conclude la nota.