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Ticino
'La recidiva è un problema anche da noi'
Redazione
17 anni fa
A dircelo, lo psichiatra Orlando del Don. Lucie Trezzini è stata uccisa da un 25enne con precedenti, che aveva già aggredito un'ex collega

Cominciano a trapelare informazioni sul passato del 25enne che ha confessato l’uccisione di Lucie Trezzini, la 16enne trovata morta in un appartamento nel canton Argovia. Nel 2003, il giovane che allora aveva 20 anni, aveva aggredito un ex'collega di lavoro sotto l’influsso di droghe e alcol. Il giovane, dopo quattro anni passati in un istituto, era stato rilasciato. Renato Rossi, direttore della casa di educazione al lavoro Arxhof, nel canton Basilea Campagna, aveva dichiarato che "vi fossero buoni motivi di sperare che una cosa simile non sarebbe mai più successa". Invece è successo nuovamente. “Il fatto - ci spiega lo psichiatra Orlando del Don - è che questi soggetti quasi sempre si comportano bene in situazioni di controllo e di regime, di verifica e di semi-libertà. Poi quando arriva la libertà… non c’è più nessun controllo”. E ci spiega che spesso ricommettono determinati crimini. O anche peggio, come capitato in questi giorni. Il problema, tiene a precisare il dottor del Don, “tocca la valutazione psico-patologica, quindi la psichiatria. Il problema del rischio di recidiva sussiste in tutti i Paesi occidentali”. Ma la questione però non si è ancora risolta. Nemmeno in Ticino. “Anche il Ticino non è immune da questo problema”. E potremmo parlare di “buco nero”, ovvero di quella situazione in cui il soggetto ha terminato cure e valutazioni. E torna in libertà. Ma a quel punto nessuna struttura lo segue più. Il rischio? La ricaduta. “Quando ci troviamo davanti al problema di un sociopatico o di uno psicopatico - precisa del Don -, la psichiatria non vuole e non ha ancora scelto la modalità per dare delle risposte”. In pratica il giudice si pone la questione: “Il soggetto è a rischio di recidiva?”. E la valutazione è in generale, ci spiega lo psichiatra, la seguente: “Ora stiamo a vedere come si comporta il soggetto nei prossimi anni”. “Ma questi soggetti - precisa - si comportano sempre bene in regime di libertà controllata. Il problema però viene dopo: che cosa fanno della loro libertà?”. Per lo psichiatra Del Don siamo in un momento di crisi. “La psichiatria, che nel passato ha risolto diverse questioni quali gli internamenti coatti, le psicosi ecc., ha ora il problema degli psicopatici. Psicopatici, che bisogna dirlo, non sono curabili. Ed essendo tali non sono neanche guaribili. E se non sono guaribili il rischio di recidiva è gravissimo”. E il Ticino? Qual è la casistica di casi a rischio di recidiva? “Non c’è una casistica - termina Del Don -. Nessuno la fa. Non c’è interesse a farla perché sarebbe vergognoso ammettere che esiste un tale problema”. Ma il problema c’è e il “buco nero” va affrontato. Però non si sa, forse, esattamente come…

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