
Alain Berset ha scelto il momento giusto per prendere la sua decisione di non ripresentarsi il prossimo dicembre. A scriverlo, nel suo editoriale all’indomani della notizia comunicata dallo stesso consigliere federale, è il direttore del Corriere del Ticino Paride Pelli, il quale ricorda che dodici anni di attività in Governo “rappresentano un lasso di tempo in cui un politico preparato può raggiungere il massimo picco di influenza e portare a termine molti dei suoi obiettivi”.
Le sfide affrontate
Pelli ha ricordato le tante situazioni difficili che il “ministro” friburghese ha dovuto affrontare, tra cui la pandemia, la cui gestione non è stata esente da critiche. Critiche “che sono progressivamente rientrate quando si è potuto vedere che la Svizzera stava facendo quello che non è riuscito a molti altri Stati europei: gestire senza compromettere i diritti e le libertà degli individui”. Discorso diverso “per la gestione di alcune conseguenze della pandemia, su tutte l’esplosione dei costi nel settore sanitario. Ad aprile scorso, Berset ha prospettato l’ennesimo aumento dei premi di cassa malati”. Dopo due lustri nella sua posizione si tratta “di un chiaro fallimento”. Pure nella riforma e nel finanziamento dell’AVS la strada del “ministro” è stata “costellata di alti e bassi”.
Gli "scivoloni”
Riguardo alla persona, Pelli definisce Berset “brillante, carismatico, capace di farsi ascoltare, gioia e talvolta il dolore dei media, soprattutto per alcune vicende private o correlate alla comunicazione politica”. A tal proposito, dalle pagine de laRegione Franco Zantonelli ricorda alcuni “scivoloni” del consigliere federale: la vicenda relativa al ricatto da parte di un’amante, il sospetto che abbia agito per evitare che nel comune friburghese dove vive la sua famiglia venisse posta un’antenna 5G e lo sconfinamento nei cieli francesi a bordo di un piccolo aereo da turismo da lui stesso pilotato, con relativa intercettazione da parte di due caccia francesi. Fatti che comunque, per Zantonelli, “non cancellano il peso di ciò che ha dovuto sopportare durante i due anni terribili del Covid”.
E ora?
Nell’editoriale pubblicato sulle pagine del foglio bellinzonese si guarda già al futuro, con il Ps che ora “deve affrettarsi a trovare un sostituto all’altezza, verosimilmente tra gli svizzero-tedeschi, visto che lo scorso anno la bernese Simonetta Sommaruga è stata sostituita dalla romanda Elisabeth Baume-Schneider”. L’inaspettata uscita di scena di Berset, arrivata dopo che il friburghese aveva ricevuto l’attestato di consigliere federale più gradito, “lascia proprio un bel busillis”.

