Cerca e trova immobili
Ticino
La querelle sui frontalieri "spacca" i partiti
Redazione
12 anni fa
C'è chi è d'accordo e soprattutto chi non lo è: in quest'ultimo caso, diverse le sfumature nell'esprimere l'opinione in merito

“Una misura che ridicolizza gli sforzi ticinesi”. Parole di Sergio Savoia che all’indomani della revisione di legge sull’imposta alla fonte proposta dal Consiglio Federale ha un diavolo per capello e scrive al Governo. Il coordinatore dei Verdi sottopone al Consiglio di Stato una sfilza di domande chiedendo pure il blocco dei ristorni. Sì perché secondo il messaggio licenziato ieri a Berna, in futuro, i frontalieri potrebbero richiedere la tassazione ordinaria, godendo quindi di tutte le deduzioni fiscali alla pari dei residenti. “Una misura che rende totalmente vana la decisione del Gran Consiglio di alzare al 100% il moltiplicatore per le imposte alla fonte”, scrive Savoia nel suo atto parlamentare. Anche se, va detto, la legge approvata dal Gran Consiglio entrerà in vigore col 2015, mentre le prospettate modifiche federali, eventualmente, soltanto nei prossimi anni.

Va oltre il democentrista Marco Chiesa, padre della mozione per l’innalzamento del moltiplicatore dal 78 al 100%. Sì perché, oltre a percepire di meno il Ticino sarebbe comunque tenuto a versare il 40% dei ristorni all’Italia. “Insomma: cornuti e mazziati”, dice Chiesa. Da qui la proposta che verrà formulata ufficialmente nei prossimi giorni: “Che li paghi la Confederazione, i ristorni”.

“Che il Gran Consiglio ticinese in quel di Berna non conti più nulla è cosa nota”, commenta il coordinatore della Lega Attilio Bignasca. “Se la legge venisse approvata sarebbe un vero problema per il Ticino”, gli fa eco il capogruppo PPD Fiorenzo Dadò.

“Non è una novità”, aggiunge il capogruppo PLR Christian Vitta. Del resto la decisione del Governo di ieri è frutto di una sentenza del Tribunale federale del 2010. “La partita, conclude, ora si gioca a Berna, e toccherà alla Deputazione ticinese capire che margine di manovra c’è per modificare la misura”.

Per chiudere, Raoul Ghisletta del PS - unico bastiancontrario e ospite negli studi di Melide nel corso del TG - ha parlato di un "fronte fiscale molto debole" e difeso la parità di trattamento tra residenti e frontalieri: "È lo stesso strumento fiscale che la richiede. Pensiamo invece a combattere gli abusi, relativi al frontalierato sottopagato, istituendo salari minimi e vigilando con l'ispettorato".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata