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Ticino
La quarantena in un cortometraggio prodotto da due ticinesi
La quarantena in un cortometraggio prodotto da due ticinesi
La quarantena in un cortometraggio prodotto da due ticinesi
Redazione
6 anni fa
I due ventenni Alex Tosi e Alessandro Panelli hanno realizzato "Almighty Consciusness" da soli e senza budget

Tra le varie produzioni frutto della forzata quarantena, ce n’è sicuramente una da segnalare, opera di due studenti ticinesi dell’Università di Losanna. I due ragazzi, appena ventenni, nel corso delle settimane di clausura forzata si sono ritrovati da soli nell’appartamento nel frattempo abbandonato dagli altri coinquilini rientrati in Ticino e, in totale autoproduzione, hanno realizzato un cortometraggio di un quarto d’ora dal titolo Almighty Consciousness.

Non si tratta della prima opera di Alessandro Panelli, iscritto a lettere e cinema nella città sul Lemano e già collaboratore di Spam della RSI e del settimanale Azione, ma decisamente di quella più ambiziosa, realizzata per la prima volta con materiale professionale e direttamente interpretata, mentre Alex Tosi, studente di psicologia e filosofia, si è occupato delle riprese e dell’audio. Insieme hanno gestito l’intera produzione: dalla regia alla recitazione, dalla fotografia al montaggio e post produzione.

Il cortometraggio mette in scena una sorta di evasione - a tratti onirica - dalla condizione alienante della quarantena. La affronta in modo originale e a tratti sarcastico attraverso un personaggio singolare e fuori dagli schemi che invita alla riflessione sulla fragilità dell’esistenza ma nel contempo all’apprezzamento del valore della vita. Un simpatico cactus di nome Nemo (che tradotto dal latino significa Nessuno…) è l’unica sua fonte di compagnia di questo periodo assurdo. “La cosa più difficile è stata realizzare dei piani sequenza da circa due minuti con una produzione di sole due persone. Oltre a recitare e gestire la camera dovevamo anche tenere il microfono, assumendo posizioni a volte anche molto ridicole. Tra l’altro la luce del sole era la nostra key light, essendo l’unica fonte luminosa di tutto il set per l’intera durata del film, che si assesta sui 13 minuti”, affermano gli autori.

Alessandro Panelli è, in questo suo film, agli esordi come attore e pure Alex Tosi gestisce qui per la prima volta una cinepresa. Considerando il budget nullo, l’assenza di una casa di produzione alle spalle e il lavoro dei due soli ragazzi il risultato è degno di nota. Ma questo Almighty Consciousness è il sequel indiretto di un precedente corto realizzato sempre in quarantena dagli stessi autori ma dalle vibrazioni decisamente più tetre, dal titolo (H)OURGLASS, al quale ha lavorato anche il loro compagno studente in sociologia Marco Faillace. Il film è già stato selezionato ad alcuni Festival internazionali italiani e statunitensi.

"Abbiamo dedicato a questo progetto circa 100 ore, di cui molte per la sceneggiatura che ha subìto molti cambiamenti, anche in fase già avanzata della produzione. Essendo dipendenti dalla luce solare le condizioni meteorologiche decidevano per noi e scandivano i nostri tempi portandoci talvolta a dover fare un sacco di riprese in orari estremi. Piuttosto assurdo che malgrado la quarantena dovessimo faticare per evitare, nelle scene esterne, la presenza di comparse indesiderate".

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