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Ticino
“La prudenza non si giustifica più”
Il presidente Usam Fabio Regazzi è deluso dalle proposte del Consiglio federale, soprattutto per la continua perseveranza a fare “piccoli passi”. “Sarebbe l’ora di cambiare”

L’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) ritiene che la nuova tappa esposta oggi dal Consiglio federale sia troppo esitante, troppo lenta e non si spinga abbastanza in là. È quanto ha sostenuto il presidente Fabio Regazzi dell’organizzazione in diretta a Ticinonews su Teleticino. “Non sono sorpreso e rimango deluso da questo atteggiamento così impostato su una prudenza estrema”, ha commentato.

L’organizzazione – spiega Regazzi – è critica anche nei confronti della decisione di attendere due settimane prima di riaprire i ristoranti e sulla scelta di portare il telelavoro come raccomandazione se l’azienda può effettuare test a ripetizione. “È una decisione ridicola, incomprensibile e rientra nella linea adottata del Consiglio federale in questi mesi”, tuona Regazzi.

Il Consiglio federale ha oggi adottato ufficialmente la riapertura a tre fasi che dà perlomeno una linea temporale più o meno chiara. “È una rotta sui generis, sono delle indicazioni vaghe, non vincolanti che non permettono di fare una pianificazione”, aggiunge il presidente Usam. “Sarebbe l’ora di cambiare il passo, ed è ora di aprire i ristoranti, togliere il telelavoro e dare più possibilità ai grandi eventi”.

Ad oggi secondo Regazzi non si è più nella stessa situazione di quest’estate quando bene o male tutti pensavamo che il virus se ne fosse andato. “Ora la campagna di vaccinazione prosegue a pieno ritmo, le categorie a rischio sono protette, abbiamo imparato dagli errori fatti dall’anno scorso e quindi ora sicuramente le premesse che valevano dopo l’estate scorsa non sono più valide”, conclude Regazzi.

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