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Ticino
“La protezione animali offende gli allevatori”
Foto CdT/Crinari
Foto CdT/Crinari
Filippo Suessli
6 anni fa
I contadini ticinesi si dicono offesi dalle affermazioni dei contrari alla Legge sulla caccia, in particolare del presidente della Spab

L’Unione contadini ticinesi all’attacco sulla Legge sulla caccia. In particolare l’Uct si dice offesa dall’intervento del presidente della Società protezione animali di Bellinzona Emanuele Besomi nel corso della conferenza stampa organizzata dai contrari al nuovo testo.

Le sofferenze degli animali predati

“Che tra i promotori del NO alla Legge sulla caccia vi sia anche la Società di protezione degli animali di Bellinzona è un fatto che ci ha lasciati increduli”, si legge. “Segno che per detta Società, gli animali d’allevamento non sono degni di essere... protetti oppure appartengono a una categoria inferiore”. I contadini, nel loro comunicato, ricordano le sofferenze di pecore o capre predate dal lupo: “con la trachea squarciata e che respira affannosamente attraverso tale squarcio. Oppure un asino, ancora vivo, con il ventre aperto dal quale penzolano le interiora. O ancora l’agnello con le ganasce divelte e le zampe rotte che, come gli altri, deve poi essere soppresso dal veterinario. Animali che erano usciti al pascolo nel prato dietro la stalla, non abbandonati al proprio destino sulle montagne”, scrivono i contadini.

La libertà di pascolare

Contadini e allevatori si concentrano poi sull’affermazione: “Il lupo fa quello che la natura gli ha insegnato”. Ribattendo: “E la natura alle pecore e alle capre che cosa ha insegnato?

È mai possibile che il presidente della Società di protezione degli animali non sappia che i nostri animali domestici hanno conservato la loro natura selvatica tramandata dai loro antenati per cui stanno bene soprattutto quando possono pascolare sulle montagne, anche nelle zone più impervie, in piena libertà, dove trovano l’erba migliore, senza cani e pastori alle calcagna?”.

“Nessuna leggerezza”

Ma ad aver colpito maggiormente gli allevatori è il fatto che sarebbero i loro “errori o leggerezze” a causare le predazioni. “Un vero oltraggio verso tutti gli allevatori e i loro famigliari che soffrono ogni volta che capita il fattaccio, che sono continuamente in ansia per le loro bestie, che cercano di proteggerle e che, nonostante una grande passione e amore verso i loro animali, stanno pensando di smettere”, scrive ancora l’Uct. Infine viene contestata la “convivenza pacifica” chiesta dagli oppositori alla nuova legge. “In tutta Europa, nonostante le molte misure di protezione messe in atto, gli abbattimenti decretati dagli Stati (Francia, Spagna, Germania) e le azioni di bracconaggio, il lupo continua a espandersi e fa danni ovunque creando disperazione tra gli allevatori”.

L’errore di Ticinonews

Nel suo comunicato stampa l’Uct se l’è presa anche con Ticinonews, reo di aver dato conto della conferenza stampa degli oppositori, “mentre si era dimenticato di informare i lettori di un’analoga conferenza stampa dei sostenitori della legge, svoltasi alcuni giorni prima”. Un errore della redazione effettivamente accaduto, ma commesso in buona fede e cui abbiamo rimediato organizzando un’intervista, che sarà pubblicata nei prossimi giorni, per colmare questa lacuna di cui ci siamo scusati con il comitato.

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