
"Caro Matteo, il Partito Socialista ripone da sempre nel Comitato e nell’Associazione “Giù le mani dall’Officina” tutta la sua fiducia. Riconosciamo nell’Associazione un ruolo indiscutibile in difesa dell’Officina di Bellinzona (OBe), dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, nella salvaguardia delle competenze e delle lavorazioni alle OBe, nello sviluppo futuro delle officine". Il presidente del PS Igor Righini risponde via social a Matteo Pronzini (MPS), che negli scorsi giorni aveva esortato il partito a prendere le distanze dal sindaco di Bellinzona Mario Branda, il quale aveva chiesto, durante l'assemblea straordinaria dell'associazione "Giù le mani", se fosse giusto spendere dei soldi versati nel 2008 da enti pubblici e cittadini privati con lo scopo di aiutare gli operai dello stabilimento FFS di Bellinzona per finanziare la campagna a favore dell'iniziativa "Giù le mani dalle Officine" in votazione il prossimo 19 maggio (vedi articolo suggerito).
Righini ribadisce che il PS condivide le preoccupazioni più volte espresse dal leader storico Gianni Frizzo e dal primo firmatario dell'iniziativa Ivan Cozzaglio legate alle scelte strategiche di FFS, che prevedono un ridimensionamento delle forze lavoro alle nuove prospettate Officine di Bellinzona. Ma invita alla prudenza. "È un dato di fatto che 180 posti di lavoro come indicato nella dichiarazione d’intenti sottoscritta da FFS, dal Governo ticinese e dalla Città di Bellinzona, corrispondono ad una grande perdita rispetto alle reali possibilità di conservare posti di lavoro qualificati e ben retribuiti alle OBe" sottolinea Righini. "Ma l’interpretazione del Comitato e dell’Assemblea “Giù le mani dall’Officina” secondo cui l’adozione in votazione popolare dell’iniziativa permetterebbe alle maestranze di rinegoziare le strategie aziendali e recuperare, oltre che diverse lavorazioni, buona parte di quei 200 posti di lavoro persi rispetto alla situazione attuale, è azzardata. Date per certo che le FFS siano obbligate per necessità a restare in Ticino, ma siete certi che le cose stanno veramente così?"
Il presidente del PS rimane ad ogni modo aperto al dialogo e ricorda che il partito voleva usare l'iniziativa nella forma di un controprogetto "capace di preservare i diversi spunti positivi e in grado di eliminare le questioni spinose e secondo noi impraticabili".
"Sono ben cosciente" prosegue Righini, "che nel merito voi del Comitato, dell’Associazione e del Movimento politico al quale appartieni avete idee ben strutturate e diverse. Ma ti garantisco che quella del PS non è sudditanza nei confronti dei top-manager delle FFS oppure delle autorità politiche, ma preoccupazione vera. Perché restare con un pugno di mosche è un’ipotesi che va presa seriamente in considerazione e affrancare la tavola potrebbe anche essere una soluzione intelligente. Rifiutare a priori una proposta che allo scenario della chiusura dello stabilimento di 10 anni fa, garantisce oggi il mantenimento della metà dei posti di lavoro auspicati in un nuovo stabilimento, coi tempi che corrono ci sembra pericoloso. La proposta delle FFS è insufficiente certo, ma piuttosto che rifiutata va usata quale punto di riferimento e di appoggio per tutte le altre rivendicazioni pertinenti capaci di accrescere i contenuti delle OBe del futuro".
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