
Il Municipio di Mendrisio "ha contestato e respinto le accuse" del Consigliere comunale Massimiliano Robbiani riguardanti la tardiva indagine amministrativa nei confronti dell’agente di polizia incappato in un radar nel 2018.
In data 19 aprile 2019, ricordiamo, Robbiani aveva presenta al Municipio e alla stampa l’interrogazione intitolata “Come mai si è aperta un’indagine amministrativa sul poliziotto pirata della strada dopo che i media hanno divulgato la notizia, pur sapendo dall’inizio?”. A pochi giorni di distanza, con una comunicazione del 30 aprile 2019, lo stesso Robbiani aveva ritirato l’interrogazione per essere (cit) "venuto a conoscenza di quanto chiesto nell’atto parlamentare".
Benché decaduta, l’interrogazione è apparsa sulla stampa e dunque il Municipio ritiene doveroso fornire pubblicamente le seguenti precisazioni: "Ai primi di giugno del 2018 un allora aspirante agente della Polizia Città di Mendrisio - in quel periodo in formazione presso il Centro di formazione della Polizia (di seguito CFP) di Giubiasco - aveva informato la direzione della scuola di essere incappato in un controllo radar della velocità svoltosi qualche mese prima, nel territorio del Canton Uri. Senza indugio, il CFP di Giubiasco aveva trasmesso l’informazione al Comandante della Polizia Città di Mendrisio che, nel giro di due giorni, convoca presso il suo ufficio l’aspirante agente per chiarire personalmente le circostanze dell’accaduto.
Il Comandante aveva immediatamente dato conto dell’avvenuto incontro al capo del personale e, per il tramite del capo Dicastero sicurezza pubblica, al Municipio il quale, con tutta celerità, in data 12 giugno 2018 aveva aperto un’inchiesta amministrativa nei confronti dell’aspirante agente. L’inchiesta municipale si è dunque avviata non più tardi di 10 giorni dal momento in cui si è venuti a conoscenza del controllo radar e della successiva indagine penale del Ministero pubblico del Canton Uri".
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