
Susanna è a pezzi. Vorrebbe sapere come sta suo figlio, vorrebbe sentirlo, rassicurarlo, incoraggiarlo, giocare con lui. Lo ha sempre fatto, ma dallo scorso 21 febbraio non può più. Poiché quel giorno una funzionaria dell’Autorità regionale di protezione (Arp) ha prelevato il bambino di sei anni all’uscita delle scuole elementari a Lugano e lo ha portato a Zurigo, dal padre. "Sono passate più di due settimane da quando è stato rapito - ha raccontato al Caffè - e non mi hanno ancora lasciato nemmeno parlare con lui al telefono".Una situazione straziante per la mamma. Come anche, si immagina, per il figlio. Un bambino definito "tranquillo e sereno" da tutti coloro che l’hanno conosciuto. "Aveva più volte detto di non voler andare a Zurigo - spiega Susanna (nome di fantasia)-, ma evidentemente al pretore non interessano le opinioni e i sentimenti delle persone colpite dalle sue decisioni". In questo caso la decisione è un provvedimento supercautelare con il quale a Susanna è stata tolta la custodia del figlio. Di punto in bianco il bambino si è visto estraniare dal suo mondo e catapultare a Zurigo, dal padre, in una realtà di cui non conosce nemmeno la lingua. "Solo a causa - sostiene la mamma - di una mail usata in modo strumentale da mio marito, che da tempo lottava, invano, per ottenere l’affidamento".In effetti due giorni prima del misfatto Susanna aveva scritto al marito, dal quale è separata ma non divorziata, per chiedergli il passaporto del figlio. Nella mail spiegava di avere l’intenzione di recarsi in Serbia, suo Paese natale, per le vacanze di Pasqua. "Non sarebbe stata la prima volta - afferma -. D’altronde anche mio marito è stato a più riprese dalla sua famiglia in Sud Italia con nostro figlio". Ma stavolta il progetto non è andato a buon fine. "Lui ha denunciato alla pretura un mio presunto rischio di fuga - dice Susanna -. E incredibilmente il pretore aggiunto, che non mi ha nemmeno interpellata, ha creduto a questa fantasiosa tesi. Io sono svizzera, abito qui da trent’anni, lavoro qui. La mia vita è qui, non ho mai nemmeno pensato di scappare in Serbia".
Tutti i dettagli nell'edizione odierna del Caffè
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

