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Ticino
La presidente del Governo «allibita» per gli audio di Zali
© Gabriele Putzu
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Red. Online
3 ore fa
In un’intervista a TeleTicino, Marina Carobbio Guscetti è tornata sugli avvenimenti delle ultime settimane – «Una persona che rappresenta lo Stato non può dire queste cose» – E sull’arrocchino concede: «Con il senno di poi, ha contribuito a mettere in discussione il nostro operato»

«Sono rimasta allibita di sentire queste parole. Penso che la lotta alla violenza di genere tocca tutti gli ambiti», compresa la «violenza verbale» e «l’incitazione alla violenza». Ed «è questo in fondo (...) che si sente in questi audio, un’incitazione alla violenza che evidentemente non può essere tollerata». Quindi «la mia reazione è stata quella di dire: “Queste cose non possono accadere. Una persona che rappresenta lo Stato non può dire queste cose”». La presidente del Consiglio di Stato, Marina Carobbio Guscetti, intervistata su TeleTicino alla trasmissione Detto tra noi, questa sera è tornata sulle tormentate vicende delle ultime settimane che hanno portato alle dimissioni (non immediate) di Claudio Zali e alla decisione del Governo di revocargli pressoché tutte le competenze in seno al Governo. «Momenti difficili», ha affermato la consigliera di Stato socialista, che si è detta preoccupata «sia come cittadina che come politica» per l’impatto che potranno avere (e hanno avuto) sulla credibilità delle istituzioni.

«Ci sono dei limiti molto chiari»

Nella lunga intervista, Carobbio Guscetti è tornata sui tanti addentellati delle inchieste riguardanti il consigliere di Stato dimissionario. Ad esempio, anche sulla riunione che Zali organizzò riguardo alla presenza in carcere di un 14.enne, figlio di una sua conoscente. E, a tal proposito, ha affermato: «Ci sono dei limiti molto chiari. Noi non possiamo utilizzare la nostra posizione per influenzare o decidere su delle scelte personali». Perché «un conto è fare un dibattito politico per dire che bisogna avere evidentemente più posti per accogliere i minorenni», un altro conto è evitare di utilizzare delle situazioni personali. Sulla e-mail inviata da Zali ai vertici dell’EOC e al collega Raffaele De Rosa per far assumere una sua conoscente, Carobbio Guscetti ha espresso un chiaro auspicio. Spiegando che non si tratta di una «bagatella», ha chiesto di evitare generalizzazioni del tipo «tanto così fan tutti...». «Io spero che non sia così», ha affermato: «Questa generalizzazione non va bene».

Il mancato passo indietro

La presidente del Governo, poi, si è pure espressa sulla risposta negativa di Zali alla richiesta dell’Esecutivo di rendere immediate le sue dimissioni. Scelta che il diretto interessato ha declinato, ribadendo la sua totale innocenza. Una scelta che però, ha lasciato intendere Carobbio Guscetti, in questo contesto al suo posto lei avrebbe preso. «Penso di sì. Non mi sono trovata in questa situazione, ma penso che (...) qui bisogna mettere davanti a tutto la credibilità e l’interesse delle istituzioni». Credibilità che diminuiva con il trascorrere delle settimane. «Quindi forse a un certo momento bisogna anche fare un passo indietro».

Il cambio di passo

Riguardo all’ultima conferenza stampa, quella in cui l’Esecutivo ha tolto quasi tutte le competenze a Zali, molti hanno pensato che a contribuire al cambio di passo del Governo sia stato anche il fatto che il diretto interessato non abbia subito informato i colleghi dell’apertura di un’ulteriore inchiesta. Notizia che, appunto, il Governo ha appreso solo dai media. Una tesi in parte confermata dalla presidente. «Mi sarei aspettata di essere informata (...) che c’erano questi interrogatori da parte della Magistratura», ha affermato. «Evidentemente», ha aggiunto, «questo è stato un elemento». E ancora: «Penso che era importante informare il Consiglio di Stato in un momento già difficile».

Lo scambio di competenze

Allargando lo sguardo all’intera legislatura, Carobbio Guscetti è poi tornata anche sul tanto discusso «arrocchino». Precisando, in primis, che il Governo «ha detto di no» all’arrocco vero e proprio, pur poi approvando il semplice scambio di competenze: l’arrocchino. Ma ha poi aggiunto, facendo autocritica: «È chiaro che con il senno di poi, io non lo nego, questo è stato uno degli elementi che hanno contribuito a mettere in discussione l’operato del Governo». E quindi sì, «con il senno di poi, probabilmente, potremmo dire che avremmo dovuto fare altre scelte. Magari il dibattito non sarebbe andato avanti così. La scelta, però, è stata fatta».

Un certo timore

Sul futuro, invece, la presidente ha auspicato dal parte del futuro consigliere di Stato Piero Marchesi un approccio collegiale. «Ha dichiarato qualche settimana fa che lui intende lavorare collegialmente col Governo, quindi ci aspettiamo che faccia quello». Detto ciò, da socialista Carobbio Guscetti non ha nascosto un certo timore per l’eventualità di un ulteriore spostamento a destra da parte dell’Esecutivo. E in tal senso è tornata a ribadire la bontà di una lista unitaria a sinistra, proprio per «contrastare questa tendenza a destra».   

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