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Caos magistratura
La preoccupazione della Commissione giustizia e diritti: “Situazione molto grave”
Redazione
2 anni fa
Secondo il presidente Fiorenzo Dadò, le circostanze interne oggi alla giustizia ticinese provengono da lontano. “Le avvisaglie le abbiamo avute già negli scorsi anni".

“La Commissione giustizia e diritti ha preso atto di tutta la situazione ed esprime una forte preoccupazione per questa condizione, reputata molto grave”. Così si è espresso ai microfoni di Ticinonews il presidente Fiorenzò Dadò dopo la seduta straordinaria di oggi incentrata sulla delicata situazione al Tribunale Penale Cantonale. L’auspicio “è che tutte le inchieste in corso possano avviarsi nel più breve tempo possibile verso la conclusione, in modo che le eventuali decisioni da prendere possano essere prese”. La Commissione “ha bisogno di certezze per poter svolgere il proprio compito e per esprimere un parere. Abbiamo chiesto all’avvocata Maria Galliani e al consiglio della magistratura di fornirci al più resto lo stato della situazione”.

“Problemi dati soprattutto dai caratteri”

La giustizia ticinese negli ultimi tempi ha fatto parlare anche per altre situazioni, tra cui le nomine dei magistrati. Ci si chiede se non sia necessario un ripensamento più ampio… “La Commissione giustizia ha nominato una sottocommissione speciale, che ha lavorato in questi mesi, e proprio oggi abbiamo avuto una riunione”, precisa Dadò. “Presto uscirà una risoluzione in cui si proporranno tutta una serie di soluzioni. Vorrei però sottolineare che la questione non concerne tanto le nomine o le non nomine. I problemi presenti oggi nella giustizia sono dati soprattutto da caratteri, persone e personalismi. Possiamo trovare il sistema di designazione migliore, ma se le persone poi non vanno d’accordo tra di loro, noi ci ritroviamo ai piedi della scala”.

“Quadro generale non molto edificante”

Dadò ricorda anche che le situazioni presenti oggi all’interno della giustizia ticinese arrivano da lontano. “Le avvisaglie le abbiamo avute già negli scorsi anni. Pensiamo a tutta la diatriba che c’è stata nella nomina dei procuratori pubblici, con la proposta di esautorare ben cinque pp. Pensiamo a quanto c’è scritto nel rendiconto del Tribunale d’appello firmato dal giudice Bozzini nei confronti della Divisone giustizia di queste presunte ingerenze da parte del Dipartimento nel funzionamento dei tribunali. Ricordiamo anche quanto emerso negli ultimi mesi. Il quadro generale, insomma, non è molto edificante”.