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Ticino
La precarietà dell'accordo sui frontalieri preoccupa gli italiani
La precarietà dell'accordo sui frontalieri preoccupa gli italiani
La precarietà dell'accordo sui frontalieri preoccupa gli italiani
Redazione
8 anni fa
Inquietudine da parte della divisione dell’organizzazione sindacale italiana (Uil) che si occupa di decine di migliaia di lavoratori in Svizzera

È ormai dal 2015 che il nuovo accordo sui frontalieri aspetta di essere ratificato dalle autorità italiane e che, secondo il portale tvsvizzera.it, "non lo sarà mai".Il nuovo Governo italiano, come fa notare ancora tvsvizzera.it, lo vorrà probabilmente rimodellare. Almeno, è quanto si è potuto dedurre dal terzo congresso dell’Uil Frontalieri, la divisione dell’organizzazione sindacale italiana che si occupa di decine di migliaia di lavoratori.

Oltretutto, il congelamento dei ristorni dei frontalieri proposto dal presidente del Governo Claudio Zali al Consiglio di Stato chiedendo di non versare i 25 milioni di franchi allo Stato italiano il prossimo 30 giugno per poterli utilizzare tra le altre cose anche per il finanziamento di servizi e infrastrutture in favore della mobilità transfrontaliera, ha fatto salire a mille la tensione.

Ricordiamo che l’annosa questione, è legata alla tassazione dei 73'000 frontalieri, che ogni giorno entrano in Svizzera (65'000 in Ticino) ed è regolata da un accordo datato di oltre 40 anni e che prevede il versamento ai comuni di frontiera del 38.8% delle imposte prelevate ad ogni singolo lavoratore italiano in Svizzera.

E la nuova intesa, va ricordato una volta di più, non è ancora stata approvata, a causa dei continui cambi di governo italiani.

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