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La Posta fa un parziale dietrofront
La Posta fa un parziale dietrofront
La Posta fa un parziale dietrofront
Redazione
9 anni fa
In seguito alla consultazione con il Consiglio di Stato, il gigante giallo rinuncerà ad alcune delle trasformazioni previste entro il 2020

Ebbene sì: la consultazione tra gigante giallo e consiglio di Stato pare aver dato qualche frutto. La Posta rinuncerà a qualcuna delle 32 trasformazioni previste da qui al 2020 in Ticino. Non tutte, si badi bene. Perché comunque, ha dichiarato Alex Malinverno, i tempi cambiano e la Posta deve restare al passo con le mutate esigenze dei propri clienti.

L'ex Regia federale, dopo la marea di lettere, proteste, petizioni, ha deciso dunque dii abbandonare la strategia del silenzio. Il responsabile per il Ticino e Moesano, addirittura, oggi si è levato qualche sassolino dalla scarpa. "Se chi protesta e lancia petizioni fosse cliente regolare della Posta, oggi non saremmo in questa condizione", ha dichiarato ai microfoni di Teleticino.

Secondo la Posta, non è in atto alcuna strategia di privatizzazione. Tanto gli utenti, quanto i dipendenti, non devono avere nulla di cui preoccuparsi.

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