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Ticino
"La Posta deve fare un passo indietro"
"La Posta deve fare un passo indietro"
"La Posta deve fare un passo indietro"
Redazione
10 anni fa
Un centinaio di manifestanti, nonostante il maltempo, hanno protestato a Lugano contro i tagli del personale e le chiusure degli uffici

La pioggia non ha fermato i manifestanti. Un centinaio di persone si sono infatti radunate ieri sera davanti all’ufficio postale di Lugano Centro per protestare contro i tagli del personale annunciati dalla Posta e contro le chiusure degli uffici postali. Durante il presidio, organizzato dai sindacati syndicom e USS Ticino, i manifestanti hanno ribadito la propria contrarietà alla politica antisociale della Posta.

“La Posta deve fare un passo indietro!”, ha affermato Marco Forte, responsabile regionale syndicom. “È ora di aprire un dialogo vero, la volontà dei comuni, della popolazione e dei lavoratori deve essere rispettata. Non è infatti la Posta che deve decidere su come deve essere impostato il servizio pubblico e di conseguenza la rete degli uffici postali. È ora che la politica metta dei limiti a questa strategia arrogante, autoritaria e antisociale della Posta. Fintanto che la politica non prenderà una posizione chiara, syndicom chiede con forza una moratoria”. Nel frattempo qualcosa si sta muovendo, ha annunciato Forte: “Abbiamo appreso che a livello politico cantonale si stanno facendo dei passi avanti per impedire questo smantellamento e tutelare maggiormente la rete degli uffici postali. Questi segnali positivi ci auguriamo arrivino anche dagli altri Cantoni”.

Anche Graziano Pestoni, Presidente USS Ticino e Moesa, ha criticato la Posta nel suo intervento: “L’obiettivo della Posta non è più quello di fornire il miglior servizio possibile al cittadino/utente, bensì quello di realizzare solo utili. Questo è il risultato delle decisioni prese dalle nostre Autorità a livello nazionale, Consiglio federale e Camere federali. Dapprima la Posta è diventata un'azienda autonoma, poi è stata trasformata in società anonima. La terza tappa, se non li fermeremo prima, sarà la vendita delle azioni al privato”.

"Per fermare questo degrado", ha concluso Pestoni, "bisogna sottrarre la Posta dalle logiche del mercato, cambiare i suoi obiettivi, ridare alla Confederazione la responsabilità diretta della gestione della Posta”.

Massimo Mantovani (VPOD/SSP Sindacato del Servizio Pubblico) e Danilo Catti (SSM Sindacato Svizzero dei Massmedia) hanno dal canto loro ribadito il sostegno a syndicom ed ai collaboratori della Posta. Anche il sindacato SEV, che in questi giorni ha avviato una fase di mobilitazione contro il programma di tagli RailFit, ha fatto pervenire il proprio messaggio di solidarietà ai collaboratori della Posta. Syndicom e SEV sono uniti contro lo smantellamento del servizio pubblico.

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