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Ticino
La polizia indaga tra le amicizie e le frequentazioni di Diebold
Redazione
16 anni fa
Aveva 40 anni e lavorava al marketing dell’UBS di Lugano. È stato ucciso tra giovedì e la scorsa notte

Si chiamava Matteo Diebold. Aveva 40 anni e lavorava nel settore marketing dell’UBS di Lugano. È stato ucciso tra ieri sera e la scorsa notte. Il suo corpo giaceva nel corridoio dell’appartamento in cui abitava da anni, al secondo piano di una palazzina in via Sorengo 20b a Lugano. A due passi dalla stazione. È stato ucciso a coltellate. Diverse ferite, quella mortale probabilmente all’addome. Altre ferite alla schiena e sulle mani, cosa che induce a pensare che la vittima abbia tentato disperatamente di difendersi. “Era una persona per bene, tranquilla, disponibile e riservata. Ma che aiutava i vicini in caso ne avessero bisogno. Ci sono rimasta davvero male”, ci dice una vicina di casa. “Stamattina ho aperto la porta per andare in lavanderia e ho visto la polizia sul pianerottolo. E’ stato uno shock”. Il cadavere è stato trovato vestito, dunque si presume che l’omicidio sia avvenuto piuttosto nella serata di ieri o nelle prime ore della notte. Stamane i colleghi di Matteo, non vedendolo arrivare al lavoro e non trovandolo al telefono si sono allarmati. Il delitto è venuto alla luce così. Il coltello non è stato trovato. Come pure l’assassino. Gli investigatori indagano tra le amicizie e le frequentazioni del quarantenne. In particolare negli ambienti omosessuali. Si esclude infatti che Diebold possa essere stato ucciso da un ladro o da un rapinatore. Insomma, probabilmente conosceva il suo carnefice. La polizia scientifica è rimasta sul luogo del delitto fino al tardo pomeriggio. Ha rilevato anche le impronte digitali sulla porta e sull’auto della vittima. Le indagini sono coordinate dal procuratore pubblico Moreno Capella. Comunque nessuno pare aver sentito o visto qualcosa di sospetto. “Ieri sera - ci dice ancora la vicina - sono andata a letto e non ho sentito nulla di strano”. [email protected]

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