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Ticino
La Polizia guarda al futuro, tra sfide tecnologiche e globalizzazione
Polizia Cantonale
Polizia Cantonale
Redazione
3 anni fa
Il Rapporto di Corpo della Polizia cantonale si è concentrato sulle sfide future in termini di sicurezza e criminalità, evidenziando l'importanza delle risorse e dei mezzi adeguati. Si è sottolineata la necessità di ottimizzare le risorse finanziarie e di adattarsi alle nuove sfide tecnologiche, come l'intelligenza artificiale.

Negli scorsi giorni, presso il Centro cantonale della Protezione civile di Rivera, si è tenuto l'annuale Rapporto di Corpo della Polizia cantonale. “Un’occasione per ripercorrere e trarre un bilancio dell’ultimo anno di attività nonché per tracciare il cammino per poter affrontare le future sfide in ambito di sicurezza e di contrasto alla criminalità”, si legge nel comunicato. Fra i temi affrontati le risorse e i mezzi a disposizione, il futuro della polizia ticinese e le sfide tecnologiche.

Gobbi: “Imprescindibile una dotazione di risorse umane e mezzi adeguati”

Nel suo discorso, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha dapprima evidenziato come negli ultimi 12 anni la Polizia cantonale “abbia raggiunto numerosi successi divenendo un Corpo riconosciuto per la sua qualità a livello svizzero”. Gobbi ha poi proseguito sottolineando come il Ticino vanta una popolazione di quasi 360mila abitanti, cui quotidianamente si aggiungono circa 80mila lavoratori transfrontalieri e per parecchi mesi all’anno il nostro Cantone ospita numerosi turisti, portando le presenze totali sul territorio ticinese a circa 500mila persone. Inoltre il Ticino si assume il ruolo “di sentinella al confine sud della Confederazione, confrontandosi con una crescente immigrazione e un traffico veicolare in forte espansione su uno dei corridoi principali tra il Nord e il Sud d’Europa. Il tutto alle porte di una regione italiana, la Lombardia, con oltre 10 milioni di abitanti, nonché terzo motore economico europeo con tutte le annesse problematiche di territorio di frontiera, ad esempio la crescente pressione migratoria”. Queste caratteristiche rendono “imprescindibile una dotazione di risorse umane e mezzi adeguati per poter assicurare alla popolazione ticinese la miglior sicurezza possibile, che rappresenta anche un vantaggio sotto il profilo dell’attrattività economica cantonale”.

“Necessaria un’ottimizzazione delle risorse”

Gli effettivi attuali “sono quindi corretti per poter svolgere le missioni affidate alla Polizia cantonale e alle Polizie comunali”, ha rilevato il Consigliere di Stato. L’attuale contesto finanziario “impone però un’ottimizzazione delle risorse per contenere i costi, preservando comunque l’efficacia e la qualità del prodotto sicurezza pubblica: la ricerca di una maggiore efficienza non deve essere solo uno scopo operativo, ma deve tradursi anche a livello strategico per evitare doppioni e spese pubbliche maggiori tra Cantone e Comuni”.

Futura organizzazione delle polizie ticinesi

Ha poi preso la parola il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi che si è a sua volta soffermato sulla futura organizzazione delle forze di polizia ticinesi. In quest’ambito ha evidenziato che la Polizia cantonale “deve essere pronta a operare con l’assetto che scaturirà dalle decisioni adottate a livello politico”. Di primaria importanza il fatto che una decisione giunga entro i tempi più brevi possibili “poiché la pianificazione strategica e operativa dei prossimi anni dipenderà dalla via che sarà indicata dagli organi competenti”. Il Corpo di polizia, sottolinea Cocchi, è cresciuto sotto tutti i punti di vista in questi ultimi anni, ricercando sempre maggiore efficacia ed efficienza grazie a miglioramenti a livello tecnologico e ad un effettivo rinforzato”. Il progresso tecnologico con la messa in rete delle informazioni, la coordinazione e la collaborazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia, a livello locale, cantonale e federale, e i settori dello Stato competenti “saranno aspetti imprescindibili per poter garantire in futuro il miglior contrasto possibile ai fenomeni criminali emergenti, sempre più legati al mondo digitale e globalizzato in cui viviamo”. I criminali si servono infatti sempre più delle possibilità offerte dalla tecnologia, ad esempio i social media, i big data e l'intelligenza artificiale, “sfruttandole per commettere reati sempre più sofisticati”. Grazie alle sue competenze, “la Polizia cantonale dovrà essere comunque in grado di rispondere con soluzioni e risorse appropriate”.

Nuove sfide tecnologiche

Infine, si è posto l’accento sulla capacità del Corpo di adattarsi alle nuove sfide tecnologiche, quali l’intelligenza artificiale, in un ambiente sempre più incerto condizionato da andamenti economici negativi, dall’instabilità geopolitica mondiale e dalle finanze cantonali non floride. “In quest’ultimo ambito è stata evidenziata la centralità del contrasto ai reati economico finanziari e delle misure patrimoniali intese a recuperare le ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse dello Stato”. In un contesto di risorse finanziarie limitate, di frammentazione e polarizzazione sociale, “l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità dei processi del Corpo saranno aspetti rilevanti nei prossimi anni. Questo anche nell’ottica di adattarsi celermente ai cambiamenti del futuro assetto securitario cantonale”.