
Tra incidenti ed elusione dei controlli, le strade dell'Alto Ticino sono fonte di attenzione della politica cantonale. Partiamo da Biasca, dove lo svincolo autostradale è da anni teatro di disattenzioni al volante, l'ultimo due giorni fa. Per il deputato del Centro, Claudio Isabella «è un tratto di strada molto sensibile. Sono successi negli anni diversi incidenti -prosegue-, tanti per fortuna per pochi centimetri sono stati evitati e tanti non sono usciti sui giornali. Chiediamo che si intervenga e che si intervenga anche a breve termine».
«Che si intervenga in fretta»
Il tema è stato oggetto di un'interrogazione di Isabella un mese fa. Oltre alla problematica degli incidenti, sono stati eliminati anche i lampioni. Isabella si auspica l'implementazione di una rotonda o diminuire i limiti di velocità: «Addirittura negli ultimi anni è stata tolta anche la luce di notte, creando ulteriori pericoloso», spiega. «A mio modo di vedere si potrebbe fare una rotonda tra Biasca e Iragna in modo che le auto non facciano inversione, oppure si potrebbe almeno diminuire la velocità di marcia».
Più a nord, elusione dei controlli?
Poco più avanti, a Pasquerio, due rotonde sono oggetto di un'interrogazione della deputata dei Verdi Nara Valsangiacomo. Per scoprirne i motivi sentiamo le sue parole. «Là dove i controlli vengono fatti, troviamo un sacco di irregolarità», spiega Valsangiacomo riferendosi ai controlli del Centro di Controllo per Veicoli Pesanti. «Se consideriamo che un terzo dei camion che viene controllato ha dei difetti o vanno incontro a delle infrazioni, abbiamo una massa importante. Oltre a questo, abbiamo però il problema dell'elusione dei controlli». Nara Valsangiacomo si riferisce, appunto, al tratto di strada cantonale che da Biasca attraversa i paesi di Polleggio, Bodio e Giornico, scavalcando il Centro di Controllo per i Veicoli Pesanti in autostrada. «Lo sappiamo, è la verità per tanti centri, tanti borghi ticinesi, il fatto che la Cantonale attraversi l'abitato e delle zone dove trascorrono del tempo persone vulnerabili come bambini o anziani. Mettono a rischio la mobilità dolce in queste zone, oltre che causare emissioni foniche, perché sappiamo che un camion inquina tanto quanto dieci automobili.
La cartellonistica
Valsangiacomo quindi si auspica un potenziamento della cartellonistica: «In sé la soluzione non la diamo noi, viene data dal Consiglio Federale in risposta ad un'interrogazione di Bruno Storni e sarebbe quella di vietare il traffico dei carri pesanti attraverso l'abitato, con l'eccezione naturalmente del servizio a domicilio. Ci sono anche i camionisti che giustamente si fermano per mangiare, per riposare, ci mancherebbe altro. Per questo basterebbe applicare una cartellonistica». Stesso tema, natura differente. La politica chiama e ora si attendono risposte.

