
Abrogare da subito la tassa di collegamento o tornare al voto popolare. Questo è il dilemma su cui i gruppi parlamentari stanno riflettendo in vista del dibattito che si terrà il prossimo autunno in Gran Consiglio. Un tema che, insieme a quello dell'alluvione cha ha colpito la Vallemaggia nella notte tra il 29 e il 30 giugno, ieri è stato trattato dalla Commissione della Gestione, nel corso della prima riunione dopo la pausa estiva. "Ricordiamoci che i ticinesi, alle urne, hanno accettato la tassa di collegamento e credo che il legislativo terrà conto del volere popolare", ha spiegato a Ticinonews Bixio Caprara, presidente della Commissione.
Un tema che divide la politica
La tassa di collegamento, ricordiamo, è un'imposta a carico di chi genera traffico veicolare sulle strade del cantone. Ad essere assoggettati, spiega il Cantone sul proprio sito, sono i proprietari dei fondi o di un insieme di fondi in connessione spaziale o funzionale, sui quali vi sono posteggi per almeno 50 autoveicoli nei Comuni in cui si applica il regolamento cantonale posteggi privati. Esentati, per contro, i posteggi destinati alle abitazioni, agli utenti di strutture pubbliche o d'utilità pubblica, come gli impianti Park&Ride o i posteggi ad uso pubblico non utilizzati da pendolari o non a disposizione in modo preponderante di singole attività. Il controprogetto proposto dal Dipartimento del Territorio (Dt), invece, punta a esonerare dalla tassa i parcheggi dei centri commerciali destinati alla clientela, mentre quelli aziendali resterebbero assoggettati. "Non credo che la proposta del Dt abbia cambiato sostanzialmente le posizioni", ha spiegato Caprara. Il suo partito, il Plr, insieme al Centro potrebbe infatti esprimersi con l'intento di riportare i ticinesi alle urne, respingendo l'iniziativa dell'Udc, sostenuta dai democentristi, ed evitandone così l'abrogazione diretta.
La sinistra sostiene il controprogetto
A sostenere la proposta del Dipartimento condotto da Claudio Zali c'è però la sinistra, con un rapporto su cui Samantha Bourgoin (Verdi), sta già lavorando con anche degli obiettivi. "Va a incanalare una parte dei pendolari che provengono da nord e da sud, dando loro un'alternativa. La responsabilità sarà delle aziende: chi non vuole pagare la tassa di collegamento dovrà dotarsi di una strategia aziendale di mobilità, diminuire il numero di posteggi sotto i 50 stalli e fornire ai collaboratori nuove alternative", ha spiegato ai nostri microfoni. Controprogetto che, bisogna sottolineare, sembra piacere anche alla Lega dei Ticinesi, che lo descrive come "un buon compromesso".

