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Ticino
"La politica fiscale colpirà chi ha già poco"
"La politica fiscale colpirà chi ha già poco"
"La politica fiscale colpirà chi ha già poco"
Redazione
10 anni fa
Il PS insorge contro gli sgravi fiscali previsti dal Governo, oltre la Riforma 3

Il Partito Socialista ticinese, con una presa di posizione diffusa questa mattina, prende posizione sulla futura politica fiscale cantonale e nazionale.

I socialisti rivendicano "una politica fiscale equa che non faccia regali alle persone fisiche e giuridiche facoltose. Il Partito Socialista Ticino non è contro la ricchezza: desideriamo invece uno Stato equo, capace di generare equilibrio tra chi possiede molto e chi troppo poco. Riteniamo indispensabile che lo Stato lotti contro la povertà per una società generosa e giusta, nella quale ogni persona abbia il diritto di vivere un'esistenza dignitosa, lavorando e percependo salari adeguati al costo della vita."

L'opinione odierna giunge dopo le dichiarazioni di ieri di Christian Vitta, "che prospetta riduzioni fiscali per le aziende e per i contribuenti con maggior potere d’acquisto."

"Le condizioni finanziarie e sociali del Ticino con lo svuotamento delle casse dello Stato e la sofferenza dei ceti medio e basso - prosegue il PS - sono l’onda lunga delle politiche degli anni passati, all’epoca della gestione neoliberista del DFE sotto Marina Masoni e Sergio Morisoli: sgravi fiscali alle persone e alle aziende più facoltose e tagli ai servizi e alle prestazioni per i cittadini. Purtroppo la lezione non è stata appresa e oggi ci vediamo riproporre le stesse ricette."

Sotto l'indice, la manovra di rientro da 185 milioni, "giustificata con i mezzi insufficienti a disposizione dello Stato, che va a colpire servizi, sussidi e prestazioni preziosi soprattutto per chi è in condizioni di maggiore fragilità. D'altra parte questi sgravi proposti per le fasce sociali più abbienti: addirittura si prevede di abbassare l’aliquota dal 9 al 6,5%. Si giustificano queste misure con il timore della fuga dei ricchi contribuenti che, sfruttando la concorrenza fiscale intercantonale, si trasferirebbero altrove. Che ciò sia falso è dimostrato dal fatto che, pur avendo aumentato l’imposta per i globalisti basata sul dispendio da 250 a 400 mila franchi, non c’è stato alcun fuggi fuggi. Questi sgravi ora vengono riproposti invocando la Riforma dell’imposizione delle imprese 3 (RII3), approvata di recente dal Parlamento federale. Vitta e Beltraminelli dimenticano però che contro la Riforma il Partito Socialista Svizzero ha lanciato un referendum."

"In conclusione, il Partito Socialista ribadisce la propria opposizione a questa politica fiscale che colpirà soprattutto i ceti medio e basso della popolazione e conferma il proprio sostegno al referendum contro la Riforma dell’imposizione delle imprese 3."

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